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La durata irragionevole del processo civile italiano

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14 giudice”, l‟articolo riconosce il potere generale del giudice di porre a fondamento della decisione i fatti non contestati, ossia quelli giudicati pacifici vista la mancata contestazione, ma non definisce la fattispecie della non contestazione. Sta quindi al giudice valutare quali sono i fatti pacifici. L‟unica condizione che la legge impone affinché il fatto possa ritenersi pacifico è che la non contestazione vi faccia specifico riferimento. Si può quindi affermare che oggi non appare più valido lo schema concettuale, fatto proprio negli anni da dottrina 16 e giurisprudenza 17 , che tendeva a ricostruire la non contestazione alla luce della disciplina positiva delle preclusioni. Tale schema era in sintesi il seguente: siccome sia l‟art. 416 che l‟art. 167 pongono un onere di contestazione nella comparsa di risposta, tale attività va compiuta ivi a pena di decadenza; se non si contesta in quella sede, il fatto diviene pacifico e dunque l‟altra parte non ha l‟onere di provarlo 18 . I nova introdotti nel 2009 hanno invece la virtù di svincolare il concetto di non contestazione da quello delle preclusioni: gli effetti di quest‟ultima rientrano nelle regole che presiedono alla decisione, altro essendo il profilo dinamico dei tempi processuali nei quali la relativa attività deve essere compiuta 19 . 16 Si veda in merito: Andrioli, Prova, voce in Noviss. Dig. It., XIV, Torino 1967, § 12 (ora in Studi sulle prove civili, Milano 2008, pp. 37 e ss.); Verde, L’onere della prova e il processo del lavoro, Relazione all’Incontro di studio “Controversie di lavoro e onere della prova”, Roma 25/06/2007, in www.csm.it; Tarzia, Lineamenti del processo civile di cognizione, III, Milano 2007 pp.181 e ss. 17 Si veda in tal senso: Cass. 28 giugno 1978, n. 3221; Cass. 11 dicembre 1951, n. 2795; Cass. 7 novembre 1958, n. 3642. 18 In questo senso, la sent. 23 gennaio 2002, n. 761 delle Sezioni Unite, in Giust. civ., 2002, 7-8, 1909, con nota di Cattani, Sull’onere della specifica contestazione da parte del datore di lavoro dei conteggi relativi al quantum delle spettanze richieste dal lavoratore. 19 V. amplius, su questo aspetto, Sassani, Op. loco ult. cit.
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La durata irragionevole del processo civile italiano

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Informazioni tesi

  Autore: Manuela Salomone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Bruno Sassani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 189

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