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Pirateria e diritti umani

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delle provviste di bordo e delle merci trasportate dalla nave. Non si segnalano interventi repressivi da parte delle autorità marittime locali. Lo stretto di Malacca è ritenuto il più pericolo sia per la frequenza degli attacchi sia per le modalità delle azioni. I pirati impiegano diffusamente armi cercando di colpire la nave e costringendola a consegnarsi. Le autorità costiere locali intervengono per arginare il fenomeno. Nel Sud America gli attacchi hanno luogo in modo sporadico in tutte le aree, sia contro le navi mercantili che contro navi di diporto. 7. Il Segretario Generale dell’Aseemblea delle Nazioni Unite (SGs) nel suo rapporto del marzo 2001 presenta i 4 tipi di attacchi diversi commessi dai pirati secondo le identificazioni da parte della International Maritime Bureau (IMB). IMB presenta i quattro tipi di attacchi in questo modo 4 : Nel primo caso gli attacchi avvengono principalmente in Asia, dove le navi vengono abbordate da piccoli gruppi a meno che non ci sia resistenza da parte dell’equipaggio. I pirati cercano di rubare le merci trasportate dalla nave e si allontanano; Nel secondo caso degli attacchi avvengono principalmente in Sud America e in Africa Occidentale. Le navi sono attaccate da gruppi armati quando sono ferme negli porti o all’ancoraggio. Questi attacchi sono molto violenti e i pirati mirano soprattutto al denaro, alle merci, e in genere ad ogni cosa che si può trasportare; Nel terzo caso gli attacchi avvengono principalmente in Africa Sud Orientale. I pirati assalgono le navi rubano l’intero carico e a volte sequestrano le navi;. Nel quarto tipo di attacco, IMB include l’attacco marittimo alle navi con caratteristiche militari e a seguito di motivazioni politiche. C. Aspetti giuridici 8. La pirateria è il più classico dei delicta juris gentium commesso per mare, cioè quei crimini che per la loro crudeltà ed efferatezza legittimano qualsiasi autorità o Stato a punirli. La pirateria può essere definita come atti di violenza illegale, di detenzione o di depredazione compiuti in alto mare, cioè in quelle zone non soggette alla giurisdizione di alcun Stato. Gli atti di pirateria sono commessi per fini privati dell’equipaggio di una nave ai danni di un'altra nave, da qui i il c.d. criterio delle due navi. Dunque, la repressione della pirateria costituisce una norma del diritto internazionale consuetudinario, in virtù della quale ogni Stato è autorizzato, in conformità alle proprie leggi, alla cattura delle navi e delle persone intenzionate a svolgere azioni di pirateria in alto qualunque sia la nazionalità della nave o dei pirati. Gli atti di pirateria ledono la libertà di ciascun Stato di utilizzare il mare libero e le vie marittime internazionali, ed in virtù di questa circostanza che al criterio attributivo della potestà navale del singolo Stato si sostituisca il principio della universalità della giurisdizione. In seguito allo sviluppo del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto penale internazionale, il principio della giurisdizione universale si applica anche alla categoria dei crimini di guerra, crimini contro umanità, crimine di genocidio e violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani ma con certe differenze e nel caso della pirateria la giurisdizione universale si è affermata perché tale crimine danneggia l’interesse della comunità internazionale. Inoltre, il crimine di pirateria non rientra nel novero dei crimini internazionali perché è commesso da briganti e non da personale appartenente alle forze 4 United Nations General Assembly, Oceans and the law of the sea, Report of the Secretary-General, A/56/58, 9 march 2001, pp. 36
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Pirateria e diritti umani

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Informazioni tesi

  Autore: Astrit Meta
  Tipo: Tesi di Master
Master in Secondo Livello in Protezione internazionale dei diritti umani
Anno: 2012
Docente/Relatore: Pavone Ilja
Istituito da: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 41

FAQ

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pirateria
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