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La Regolamentazione di Basilea III e gli effetti sulle Piccole e Medie imprese

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4 2 Basilea I Il lavoro nei primi anni di vita del comitato di Basilea aveva come obiettivo, tramite la pubblicazione di alcune proposte, la convergenza internazionale delle regolamentazioni di Vigilanza che disciplinano l’adeguatezza patrimoniale delle banche a livello internazionale. Dopo alcune pubblicazioni nel 1987 e il successivo processo di consultazione del Gruppo dei Dieci (che modificò la proposta originaria in alcune parti), nel 1988 il Comitato presenta un rapporto denominato “Convergenza internazionale della misurazione del capitale e dei coefficienti patrimoniali minimi” più comunemente conosciuto come “Accordo di Basilea “ o “Basilea I”. Gli obiettivi fondamentali di tale documento erano: 6 • La creazione di un modello che migliori solidità e stabilità del Sistema Bancario Internazionale; • L’applicazione coerente del modello alle banche dei differenti paesi con lo scopo di ridurre la diseguaglianza competitiva (causata da regolamentazioni nazionali non raccordate); L’Accordo era rivolto alle banche con attività sovranazionale, salvo la possibilità dei singoli Paesi di estendere la normativa a tutte le Banche Nazionali. Dopo esser stato recepito dai governatori centrali del Gruppo dei Dieci, nel tempo altri paesi si sono allineati recependo l’accordo. A oggi sono 100 i paesi aderenti. Il principio di base dell’Accordo era molto semplice; se si vuole incrementare l’attivo e il livello di rischio medio assunto dalla banca, si deve detenere una maggiore quantità di patrimonio. Il principio era stato pensato per assicurare stabilità e sopravvivenza agli istituti di credito nel caso di insolvenza dei propri clienti, evitando così il fallimento dell’istituto e la nascita di un “effetto domino” che avrebbe coinvolto altri soggetti economici creando fenomeni di recessione prima nazionali e poi globali. L’Accordo introduceva due definizioni fondamentali: “Patrimonio di Vigilanza”e “Attivo ponderato per il rischio”. Il primo, secondo il Comitato, doveva essere definito individuando due classi di componenti: Il patrimonio base (Tier 1) e il patrimonio supplementare (Tier 2). 6 Bank for International Settlements, Luglio 1988, “International Convergence of Capital Measurement and Capital Standards” pag.1.
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La Regolamentazione di Basilea III e gli effetti sulle Piccole e Medie imprese

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Ardolino
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Ugo Marani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

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