Isolamento di una nuova malico deidrogenasi da semi di Ceratonia siliqua L. con possibili impieghi in campo biotecnologico

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16 1) RIP (Ribosome Inactivating Proteins); 2) Proteine emoagglutinanti; 3) Perossidasi (POD); 4) Inibitori di Trispsina. 3.1 Ribosome Inactivating Proteins (RIP). Le proteine inattivatrici dei ribosomi sono proteine largamente diffuse nel regno vegetale e in minor misura anche tra funghi e batteri, tutte accomunate dalla capacità di depurinare un sito altamente conservato del ribosoma eucariotico e procariotico localizzato in un loop detto “dell’α- sarcina”. Questo sito corrisponde all’adenina A4324 del rRNA 28S della subunità maggiore del ribosoma di ratto, ed è presente in quasi tutte le specie viventi dai batteri all’uomo (Barbieri et al., 1993). Le RIP sono RNA N-glicosidasi che agiscono tagliando il legame N- glicosidico esistente fra il residuo di ribosio e la base azotata, impedendo il legame dei fattori di allungamento EF-1 ed EF-2 al ribosoma e quindi arrestando la sintesi proteica (Carzaniga et al., 1994). I primi pionieristici studi sulle RIP portarono alla constatazione che degli estratti di più di 50 piante la maggior parte aveva una forte attività di inibizione della sintesi proteica in vitro e la loro successiva purificazione ha portato all’identificazione di molte delle RIP oggi conosciute (Stirpe, 2004). Strutturalmente le RIP vengono suddivise, sulla base delle loro caratteristiche strutturali, in tre classi o tipi, come mostrato nella Figura 3.3:

Anteprima della Tesi di Clelia Muccio

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Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Clelia Muccio Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

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