Una Teoria a Variabili Nascoste in Sostituzione della Meccanica Quantistica

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8 CAPITOLO 1. NASCITA DELLA MECCANICA QUANTISTICA all’illuminazione di un corpo con raggi X, si presenta una ulteriore radiazione secondaria, oltre a quella dispersa dall’oggetto secondo le leggi dell’ottica ondu- latoria, e che tale comportamento ` e indipendente dalla natura del corpo preso in esame ma, inoltre, dipende solo dalla lunghezza d’onda della radiazione inci- dente e dall’angolo tra il raggio incidente e il raggio secondario emesso, e che la lunghezza d’onda della radiazione secondaria` e maggiore o uguale a quella della radiazione incidente. Compton stesso tent` o di dimostrare questa fenomenologia in un contesto di ottica ondulatoria, ma non riusc` ı a ottenere risultati compa- tibili all’esperimento, pertanto giustific` o questo comportamento in un contesto corpuscolare: per poterlo fare, per` o, era necessario introdurre per il fotone non solo una frequenza ν ma anche una quantit` a di moto p , secondo le relazioni seguenti: E =hν, p = hν c = h λ (1.1.6) essendo p = | p |, λ la lunghezza d’onda della radiazione incidente, e c la velocit` a della luce nel vuoto. Dalla (1.1.6) si deduce necessariamente che la massa del fotone deve essere nulla, ossiam γ = 0, e da osservazioni sperimentali [22] si ` e ottenuto che m γ c 2 < 3·10 −33 MeV. Da considerazioni di cinematica relativistica, Compton ottenne infine la seguente relazione: λ ′ −λ= h m e c (1−cosθ) (1.1.7) nota come Legge di Compton, dove: m e ` e la massa dell’elettrone a riposo, θ ` e l’angolo formato dalle direzioni delle radiazioni incidente e secondaria, mentre λ (λ ′ ) ` e la lunghezza d’onda della radiazione incidente (secondaria). Permoltianniall’iniziodelXIX ◦ secoloifisiciattribuivanoalleondeedalle particelle natura opposta, per cui i fatti sperimentali precedenti posero un fon- damentale dilemma: la luce` e un’onda oppure una particella? Al fine di riuscire a interpretare i fenomeni di interferenza e diffrazione della luce, ` e necessario considerare la radiazione elettromagnetica come onde, mentre per spiegare in modo esauriente l’effetto Compton si rende necessaria un’interpretazione cor- puscolare. La risposta a questa questione fu resa possibile intorno al 1926, grazie al contributo di Born [23], che introdusse un’interpretazione statistica della Meccanica Quantistica, e successivamente da Bohr [24] che introdusse il principio di complementariet` a nel 1927. Il primo dei due lavori citati nasce dal- l’analogo dell’esperimento classico di Young, dove al posto di considerare una sorgente di fotoni, che disposta davanti ad uno schermo nel quale son praticate due fendidure proietta, sopra una lastra fotografica retrostante, delle figure di interferenza, viene invece utilizzata una sorgente isotropa di elettroni. Come nel caso classico, si osserva che: quando una sola fenditura ` e aperta, l’intensit` a della radiazione registrata sulla lastra fotografica ha un andamento uniforme

Anteprima della Tesi di Davide Iannone

Anteprima della tesi: Una Teoria a Variabili Nascoste in Sostituzione della Meccanica Quantistica, Pagina 5

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Davide Iannone Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

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