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''Educate al Silenzio''. Sguardo storico-pedagogico sull'educazione delle bambine per la promozione di una cultura delle pari opportunità

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12 bambini nel lavoro agricolo e artigianale 13 e il più delle volte imponendo fatiche da adulti. Per tale ragione si è avversi ad ammetterne la loro crescita biologica e di abilità. Ma è soprattutto dalle opere e dalle documentazioni di autori come Apuleio, Plinio il Giovane, Ovidio, Cicerone, che si evince in maniera ben evidente una disparità tra bambino e bambina. Nascere femmina è già di per sé una menomazione; le bambine sono indesiderate, non gradite come lo erano, invece, i bambini e le motivazioni di tutto ciò, simbolo della mentalità e delle esigenze economiche e sociali dell’intera comunità, sono essenzialmente disparate. Le piccole puellae sono meno adoperabili nei lavori generalmente riservati ai ragazzi, quando giunge il tempo di sposarle occorre dar loro una dote e, infine, non hanno ruoli nella perpetuazione gentilizia e patrimoniale. Nascere femmina significa arrecare dispiacere ai padri che, vedendo svanire le loro speranze di perpetuazione del nome e del patrimonio, legittimano il continuo ricorso alle adozioni maschili. Un esempio di tale forma mentis è la nascita della piccola Claudia, figlia dell’imperatore Claudio (I sec. d. C.), che ha portato dietro di sé lo strascico di una vera e propria sofferenza. L’imperatore ha accolto la bambina imponendole quel nome che rappresenta la trasposizione al femminile di quello di suo padre. Ma egli nel frattempo solleva dubbi sulla sua paternità raccogliendo prove e maldicenze e allorquando il dubbio diviene amara certezza, ossia quando scopre che in verità Claudia è figlia di un solerte liberto con il quale l’imperatrice Plautia Urgunilla si è “lasciata andare” in una sorta di relazione che oggigiorno si definirebbe extraconiugale, l’imperatore ordina che la piccola sia esposta 14 e gettata dinanzi alla 13 Il lavoro infantile mirava a riservare una specifica collocazione per i bambini, per questo si tendeva a prolungare il loro sfruttamento ritardandone l’entrata nel mondo adulto. 14 La pratica dell’esposizione dei neonati è abbastanza estesa in molte culture antiche e affonda le proprie radici nel mito. Il primo caso storico risale a Romolo e Remo. Romolo stesso, vittima di tale esperienza,
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Informazioni tesi

  Autore: Teresa Lamanuzzi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Foggia
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Isabella Loiodice
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

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