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''Educate al Silenzio''. Sguardo storico-pedagogico sull'educazione delle bambine per la promozione di una cultura delle pari opportunità

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9 opere, soprattutto nella Lisistrata 8 , denuncia con tono accusatorio l’evoluzione del ruolo femminile e il maggiore potere acquisito dalle donne all’interno della famiglia e della società, e chiarisce che la crisi è ascrivibile al ruolo maschile incapace di imporre efficientemente gli antichi e tradizionali valori della patria. Oltre ad Aristofane, è il filosofo Platone che più di tutti si è cimentato nella risoluzione della complicata questione legata all’educazione femminile e al posto riservato alle donne nella città. Esponente di una corrente conformista, ha voluto descrivere nelle sue opere la città ideale fondata a suo dire sul recupero della congiunzione tra individuo e società e sulla parità di diritti tra uomini e donne. Il suo pensiero però è l’effetto della soppressione della famiglia dalla società ideale: l'oikos 9 non incarna più la matrice su cui si istituisce la polis, per tale motivo anche i ruoli differenziati al suo interno non hanno ragione di esistere. La famiglia con i suoi tradizionali ruoli è considerata la causa del regresso della città e della società perfetta. Dopo l’esposizione di una teoria così bizzarra in età più adulta lo stesso aderirà ad un pensiero antitetico al precedente, in cui recupererà la dimensione dell'oikos e delle sue caratteristiche positive. Per Platone la città ideale si erige sulla compattezza del focolare domestico e conseguentemente su una rigorosa legislazione familiare. Lo Stato si impegna, dunque, a garantire il controllo del buon funzionamento della struttura 8 La Lisistrata rappresenta l’incarnazione di un’eroina così ribelle da convincere tutte le donne al ricatto sessuale nei confronti dei propri mariti per porre fine alla guerra del Peloponneso e ottenere la pace. Ma questa è anche un’opera in cui la protagonista evoca la propria infanzia e fanciullezza, descrivendo dettagliatamente particolari relativi alle pratiche formative rivolte alle bambine e realizzando, in tal modo, una delle più rare testimonianze dei percorsi formativi riservati alle stesse. Si trattava di pratiche perpetuate da tempi remoti in cui le ragazze erano educate a ruoli codificati nei loro compiti, doveri e divieti. Ecco che a questo punto il poeta Aristofane contrappone la rilevanza e la finalità di determinate pratiche allo stravolgimento del ruolo femminile messo in pericolo dalla trasgressività di una donna così forte come Lisistrata. 9 Secondo la concezione aristotelica il termine greco oikos non indica l’unità familiare, ma la convivenza di individui ai fini della procreazione. Cfr. L. Bertelli, «Platone», in A. Quarta, a cura di C., Il destino della famiglia nell’utopia, Edizioni Dedalo, Bari 1991, pp. 33-48. Questa precisazione è tratta dal testo di S. Ulivieri, (a cura di), Educazione al femminile. Una storia da scoprire, Edizioni Angelo Guerini, Milano 2007, p. 28.
Anteprima della tesi: ''Educate al Silenzio''. Sguardo storico-pedagogico sull'educazione delle bambine per la promozione di una cultura delle pari opportunità, Pagina 7

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Informazioni tesi

  Autore: Teresa Lamanuzzi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Foggia
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Isabella Loiodice
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

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