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Aggressività e violenza ad opera dei minori: il fenomeno dei baby killer

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7 Gli approcci di Freud e quello etologico di Lorenz hanno in comune l’adesione ad un modello “naturale”, “innato” dell’aggressività umana: in un ambiente inevitabilmente ricco di insidie e dove le risorse sono limitate, l’uomo, così come l’animale, è portato a difendere se stesso, la sua sopravvivenza, il suo territorio, le sue risorse, la sua discendenza. L’aggressività è vista quindi in chiave funzionale alla sopravvivenza della specie. Freud introduce non solo il concetto di istinto di morte, ma anche quello di frustrazione la quale, emergendo ogni qualvolta viene ostacolata la possibilità di conseguire un obiettivo, una soddisfazione, è utile, secondo l’autore, per lo sviluppo dell’Io e per il suo adattamento alla realtà. Grazie ad essa possiamo adoperarci per trovare nuove soluzioni, siamo motivati all’azione. Entrambe le teorie rappresentano il meccanismo come una sorta di sistema idraulico per cui l’energia, la pulsione istintuale deve venir indirizzata necessariamente verso un bersaglio per evitare di accumularsi e quindi esplodere poi in modo incontrollato. L’uomo utilizza in alcuni casi forme di sfogo socialmente accettabili (come lo sport), in altri casi, invece, queste non sono sufficienti ad abbattere la carica aggressiva, anzi, a volte, finiscono proprio per alimentarla. In definitiva l’approccio psicoanalitico definisce l’aggressività come la “tendenza o l’insieme di tendenze che si attuano in condotte reali o fantasmatiche, miranti a danneggiare un altro, demolirlo, costringerlo, umiliarlo, ecc. L’aggressione assume anche modalità diverse dall’azione motoria violenta e distruttrice; non vi è nessuna condotta, negativa (rifiuto di assistenza, per esempio) o positiva, simbolica (ironia, per esempio) o effettivamente eseguita, che non possa funzionare come aggressione” 1 . 1 INGRASCÌ G., PICOZZI M., Giovani e crimini violenti, Psicologia, Psicopatologia e giustizia, Milano, The McGraw-Hill Companies, 2002
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Aggressività e violenza ad opera dei minori: il fenomeno dei baby killer

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Informazioni tesi

  Autore: Annarita Masieri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Maria Monaco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 213

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