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Verifica all’incendio di edifici ospedalieri: il Polo Diagnostico AOUP Cisanello (Pisa)

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Azioni sulle Strutture Esposte al Fuoco – EN 1991-1-2 11 valori di δ ni della Tab. 1.3 siano assunti pari a 1.0. tuttavia, se dette misure di spegnimento dell’incendio nono sono previste, si raccomanda che i corrispondenti valori di δ ni siano posti pari a 1,5. Se i vani scala sono posti in sovrappressione in caso di allarme d’incendio, il fattore δ n8 può essere assunto pari a 0.9. L’approccio fin qui descritto è basato sull’assunzione che i requisiti delle norme europee relative agli sprinkler, segnalatori, allarmi, sistemi d’estrazione di fumi, siano soddisfatti. Per la valutazione del carico di incendio specifico caratteristico q f,k , è possibile seguire in alternativa una procedura analitica, la quale prevede la valutazione della massa e del potere calorifero del materiale combustibile, oppure una procedura per la classificazione a seconda della destinazione d’uso del compartimento. Per quanto concerne la procedura analitica la EN 1992-1-2 raccomanda cheil carico di incendio comprenda tutto il contenuto combustibile dell’edificio e tutte le parti rilevanti della costruzione che possono bruciare, compresi gli impianti e le finiture, mentre le parti combustibili che non si carbonizzano durante l’incendio non devono essere tenute in conto. Il carico di incendio caratteristico è definito pertanto nella seguente forma: ∑ ∑ (1.12) In cui M k,i è la massa del materiale combustibile [Kg], H ui è il potere calorifico netto (Tab. 1.4, Tab. 1.5 e Tab. 1.6) [MJ/kg] e ψ i è il fattore opzionale per stimare carichi d’incendio con protezioni. Il carico d’incendio specifico caratteristico q f,k per unità di area è definito come: ⁄ (1.13) dove A è l’area in pianta (A f ) del compartimento o dello spazio di riferimento, oppure l’area della superficie interna del compartimento stesso (A t ); nel primo caso si ottiene q f,k , nel secondo q f,t . viene raccomandato che i carichi d’incendio permanenti, che non ci si attende subiscono variazioni nel corso della vita di esercizio della struttura, siano introdotti con il loro valore atteso risultante da una analisi di dettaglio, e che i carichi d’incendio variabili, che possono modificarsi nello stesso periodo di riferimento, siano rappresentati da valori che ci si attende non siano superati per l’80% della vita utile dell’edificio. Inoltre, non occorre considerare nel calcolo i carichi di incendio relativi a materiali situati i contenitori che sono progettati per sopravvivere all’esposizione al fuoco, mentre per quelli in contenitori non progettati a tale fine, ma che rimangono intatti per tutto il tempo di
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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Grandi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Architettura e ingegneria edile
  Relatore: Andreini Marco Sassu Mauro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 275

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