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Milano 2011-Italia 2013. Verso la fine della Seconda Repubblica?

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7 parlare di una lunga “luna di miele” dell’Esecutivo col Paese 7 . In effetti, essa risultava tanto più sorprendete se si considera il ciclo economico negativo, di solito assai sfavorevole per il Governo in carica, come dimostrato dalla crisi di numerosi Gabinetti europei 8 ; inoltre la politica di rigore del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti avrebbe dovuto penalizzare ulteriormente il Governo, all’interno del quale peraltro cresceva il malumore verso i “tagli lineari”al bilancio dello Stato 9 . Uno sguardo più attento, suggerisce che la forza del Governo consisteva anche nella debolezza delle minoranze, frammentate e divise, con il principale partito d’opposizione, il Partito Democratico (Pd), perennemente impegnato in lotte intestine tra le varie componenti interne 10 . In un secondo momento, almeno due fattori contribuirono a minare la credibilità dell’Esecutivo. In primo luogo, i continui contrasti col Presidente della Camera Gianfranco Fini - duramente critico nei confronti della linea economica tremontiana, dell’alleanza con la Lega Nord e delle posizioni del Pdl in materia di bioetica e laicità, che egli giudicava troppo confessionali 11 - indebolirono il sostegno parlamentare del Governo. 7 Renato Mannheimer, Governo, primo calo Ma il Pd non ci guadagna - Effetto-contestazioni La percentuale di chi valuta positivamente l' operato dell' esecutivo supera oggi di poco il 40%, a fronte del 60% degli inizi di settembre, Corriere della Sera, 26 ottobre 2008, p. 6. 8 Filippo Calieri, Ecco i governi morti di spread - L'analisi - 7 esecutivi in Europa caduti sotto la pressione dei mercati. Dall'Islanda all'Italia la democrazia decisa dai punti base rispetto ai Bund, Il Tempo.it, 15 novembre 2011, < http://www.iltempo.it/economia/2011/11/15/1301572- ecco_governi_morti_spread.shtml >. 9 Luca Ricolfi, L'inevitabile rag. Tremonti, La Stampa.it, 28 giugno 2011, < http://www.lastampa.it/2011/06/28/cultura/opinioni/editoriali/l-inevitabile-rag-tremonti- DSQTab7Gh8lrmoTXp2ssPN/index.html >. 10 Maria Teresa Meli, Pd, diciassette correnti in un partito solo - Democratici ai raggi X I giovani semi- rinnovatori con il segretario, i rinnovatori no. E Bettini e Fioroni pensano a una nuova forza - Tra Quarantenni, Dem e Modem ci si divide sul leader del futuro: Renzi o Zingaretti?, Corriere della Sera, 23 ottobre 2011, p.17. 11 Il dissenso più clamoroso in materia di bioetica riguarda il tema del “fine vita”. In un primo tempo, il Governo approvò un decreto-legge nel tentativo di evitare gli effetti di un verdetto giudiziario, il quale imponeva di togliere l’alimentazione e l’idratazione artificiale ad Eluana Englaro, da tempo in stato vegetativo persistente. Il Presidente Napolitano si rifiutò di apporre la propria firma, affermando che non sussistevano le ragioni di urgenza previste dalla Costituzione, e Fini si disse d’accordo col Capo dello Stato. A partire da quella vicenda, fu presentato un ddl per normare i c.d. stati di fine vita; il Presidente della Camera si oppose duramente, arrivando ad affermare che se “qualcuno pensa che "decide il Vaticano e non il Parlamento, io, Costituzione alla mano, dico no". Cfr.: Goffredo De
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Informazioni tesi

  Autore: Emanuel Ernesto Bernardi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Governo e Politiche Pubbliche
  Relatore: Guido Legnante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 171

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