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La pieve di San Pancrazio di Montichiari

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14 vicinanze dei nodi stradali e in prossimità del fiume Chiese. 70 1.3 I longobardi. I longobardi furono gli ultimi protagonisti delle migrazioni di popoli barbarici nella penisola italica. 71 Nel 568, guidati da Alboino, abbandonarono la Pannonia sotto le minacce degli Avari, attraversarono le Alpi Giulie, invasero la pianura friulana e giunsero a Verona nel 569; 72 quindi, scendendo per la via Gallica, puntarono direttamente su Brescia e Milano. Posero come propria capitale Pavia e si sostituirono ai bizantini, occupando i territori che andavano fino alle città di Spoleto e di Benevento. Agli inizi del VI secolo questo popolo cominciò a fornire contingenti di truppe mercenarie all’Impero romano d’Oriente. 73 I longobardi s'insediarono nel territorio bresciano e lombardo costruendo, presso i transiti fluviali e i nodi stradali, una serie di semplici torri e piccoli fortilizi di vedetta, presidiati da piccoli gruppi di guerrieri con le loro famiglie. Venne così di fatto deciso e organizzato il tipo di stazionamento nelle terre conquistate, che fu, quindi, di natura prettamente militare. 74 Brescia fu scelta come sede di uno dei trentasei ducati in cui era stato diviso il nuovo regno da re Alboino, e fu assegnata ad Alichis. 75 In poco tempo raggiunse un’importanza primaria tra tutte le città longobarde. 76 Per quanto riguarda l’assetto urbanistico, la città subì in questi anni grandi mutamenti: in particolare il centro politico e amministrativo fu spostato dal foro alla curia ducis, 77 che divenne sede del governo ducale longobardo, posta all’estremità occidentale della città, dove fu costruito un campo trincerato a ridosso delle mura romane e attorno alla chiesa di Sant’Agata, dove 70 Interessante è la trascrizione di una stele funeraria gota, del VI secolo, proveniente da Montichiari e ricordata da Federico Odorici nelle Storie Bresciane del 1854, e riportata da Breda e Chiarini (BREDA 2007, p. 31, CHIARINI 2008, p. 19). L’iscrizione posta per Scadvein dalla moglie Aladrut recita: «B(ona) M(emoria) – SCANDUEIN – V(ir) D (ignus) – IN HOC LOCO REQUIESCIT IN PACE – ALADRUT UXOR EIUS FECIT», [per buona memoria - Scandueir - uomo meritevole – riposa in pace in questo luogo – la moglie Aladrut fece per lui]. Breda sostiene che questa iscrizione funeraria, oggi perduta, sarebbe potuta appartenere alla primitiva chiesa battesimale di Santa Maria Antiqua, fondata in età pre longobarda e sostituita nella prima metà del XII secolo dalla monumentale chiesa di San Pancrazio. 71 VANNINI 1971, pp. 20-21. 72 RAMPINELLI 1963, pp. 122-123. 73 NARDINI 1979, p. 20. Il popolo longobardo era formato da uomini liberi atti alle armi (arimanni) uniti in grandi gruppi di famiglie (fare), che esprimevano la propria volontà riunite in assemblea nel mese di marzo di ogni anno davanti al loro re. 74 BONAGLIA 1990, p. 84. 75 NARDINI 1979, p. 20. 76 VANNINI 1971, p. 21, NARDINI 1979, p. 22. 77 Ibidem. Intorno alla curia ducis, situata nella zona che oggi riguarda parte di piazza Loggia e piazza Vittoria, si rinnovò il commercio all’interno delle botteghe artigiane di conciari e tintori.
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La pieve di San Pancrazio di Montichiari

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Botticini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Discipline artistiche e archeologiche-Storia dell'Arte
  Relatore: Fabio Coden
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 354

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Parole chiave

romanico
montichiari
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