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Crowdsourcing e open-innovation. Perché la folla conosce la soluzione migliore.

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3 L’etnologo e psicologo Gustave Le Bon nel 1895 pubblicava un saggio dal titolo La psicologia delle folle 2 , oggi un trattato fondamentale della psicologia-sociale. Un’opera che adoperava il concetto di folla come si diffuse verso la fine dell’ottocento: “grande quantità indistinta di persone che agisce in maniera uniforme”. Un testo di questa rilevanza si è imposto con successo sul panorama scientifico e ha perfino cambiato il modo di concepire il potere: basti pensare che l’avremmo trovato sul comodino di molti dittatori, non ultimo Benito Mussolini, che ammise di aver letto l’intera opera di Le Bon e di tornare spesso proprio su “La psicologia delle folle”. L’influenza di tale studio fu chiara in molti suoi discorsi pubblici ed evidente in svariate dichiarazioni, tra le quali: “Il popolo non fu mai definito. È un’entità meramente astratta, come entità politica. Non si sa dove cominci esattamente né dove finisca” [Mussolini, Preludio al Macchiavelli, in Gerarchia dell’aprile 1924. S. e D., volume IV, pag 109]. Ma abbandoniamo questa parentesi politica per ricordare che nel 1921 anche Sigmund Freud disse la sua con il trattato Psicologia delle masse e l’analisi dell’io 3 ; egli si occupò in genere non solo di folle spontanee, ma anche artificiali. Senza dubbio gli autori erano concordi nel sostenere che tra le braccia della folla sono ottenebrate le capacità critiche e ciò porta a finire soggiogati a opinioni o giudizi altrui, assumendoli come propri. Insomma, un fenomeno che non possiamo certo definire innocuo o non degno d’interesse. Non dimentichiamo il contributo di Marshall McLuhan, l’ideatore di una buona fetta di terminologia della comunicazione moderna. Ne Gli strumenti del comunicare 4 dedica alcuni cenni al profilo della folla ricordandone l’importanza e trattando gli ormai celebri concetti di “comunicazione di massa” e “Villaggio globale”. Da tutto ciò cosa possiamo desumere? Che la folla è un’entità molto potente e che questo potere può essere pericoloso, ma anche molto, molto utile. Si sono dunque succeduti negli anni studi che si sono impegnati a identificare la maniera più opportuna per imbrigliare questo potere e adoperarlo per fini specifici. 2 Le Bon, G. La psicologia delle folle, Tea, 1895. Gustave Le Bon (1841-1931) è stato un noto antropologo, psicologo e sociologo. Nonostante il testo più conosciuto sia La psicologia delle folle la sua produzione saggistica si è estesa sull’argomento con la pubblicazione di testi quali: Psicologia dei popoli, Edizioni M & B Publishing, 1997; Psicologia delle rivoluzioni, Edizioni M & B Publishing, 2000; Psicologia della educazione, Edizioni M & B Publishing, 1996. 3 Freud S. Psicologia delle masse e analisi dell’io, Bollati Boringhieri, Torino 1921. 4 McLuhan M. Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, Milano 2008. Il testo è stato pubblicato per la prima volta nel 1964 per Gingko press.
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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Gregorio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Comunicazione professionale e multimedialità
  Relatore: Fabio Muzzio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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Parole chiave

portali
innovazione
folla
open innovation
crowdsourcing
crowdfunding
creatività applicata
saggezza della folla
entribù

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