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30 secondi da favola: quando il mondo delle fiabe incontra quello della pubblicità

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12 Tramandate di bocca in bocca attraverso i secoli, destinate ai soli bambini, le fiabe hanno sempre affascinato l’immaginazione dei piccoli (ma anche degli adulti), molto più delle favole. La fiaba rappresenta una forma di racconto diffusa in tutto il mondo e in ogni civiltà. La favola nasce, invece, con uno scopo completamente diverso: non vuole intrattenere, come la fiaba, ma educare. Per questo, la favola presenta sempre, al termine del racconto, una morale, più o meno esplicita. Anch’essa è generalmente molto breve, ma i suoi protagonisti sono animali (o esseri inanimati), cui si attribuiscono vizi e virtù umani. Il più grande esponente delle favole è il greco Esopo (VI secolo a.C.), grazie al quale furono ampiamente diffuse nel mondo greco e latino, dove furono poi riprese da Fedro (I secolo d.C.). In età medievale, quando gli intenti della favola divennero più esplicitamente moraleggianti, gli esempi più interessanti comparvero nella letteratura francese, dove troviamo il “Roman de Renart”, satira su vizi e debolezze della società dell'epoca. La favola ebbe poi la sua massima affermazione nel Seicento, sempre in Francia, alla corte del Re Sole, dove divenne intrattenimento per l'aristocrazia; questo genere leggero e piacevole acquistò un ruolo importantissimo nella letteratura di Versailles. Tuttavia in questa circostanza si persero il ritmo narrativo e la capacità affabulatoria propri del racconto orale, le situazioni e i personaggi si fecero più complessi, più aderenti al periodo storico e alle esigenze dei nobili di corte. Dal momento che il materiale da me raccolto si basa sostanzialmente su fiabe, accantoniamo l’argomento favola, concentrandoci invece su ciò che ci interessa maggiormente: la fiaba. 1.1. La fiaba «Fiaba: racconto di origine popolare; fantasia, irrealtà, fola 2 ». Tale definizione mette in luce due differenti modi d’intendere la fiaba:  come racconto;  come storia irrazionale o incredibile. Diversi studiosi hanno sottolineato l’esistenza di questo duplice significato. J. R. R. Tolkien (1892-1973), domandandosi che cos’è la fiaba, ha risposto nel seguente ––––––––––––––––––––– 2 Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli, 1999
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Informazioni tesi

  Autore: Alessia Merlini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Comunicazione, Innovazione, Multimedialità
  Relatore: Federica Da Milano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

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