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La follia nella canzone popolare italiana: la musica popolare italiana come strumento di riabilitazione psichiatrica in una esperienza di tirocinio nel Centro Semiresidenziale Vincenzo Chiarugi

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6 Introduzione E’ sufficiente dare uno sguardo all’offerta formativa per la psichiatria e alle relative brochure anche dei congressi e dei seminari per la psicologia per comprendere come la figura professionale del Terapista della Riabilitazione Psichiatrica, sia ancora poco conosciuta e quindi di conseguenza ancora troppo poco considerata, stimata e infine richiesta dal mercato del lavoro, perché ancora raramente il TRP viene inserito nell’elenco dei corsi ecm come figura accreditata alla partecipazione. Indubbiamente è un gap che andrà colmato con la buona volontà di tutti gli addetti del mondo della psichiatria. E c’è da augurarsi che a farsene promotori attivi siano anche le forze che hanno pensato e architettato i corsi di laurea per questa giovane professione. Avranno visto giusto? Siamo veramente ciò che mancava e che ora invece comincia a essere abbastanza disponibile come figura professionale? Probabilmente la risposta, il polso della situazione, si avranno sul campo, quando inizieremo la ricerca di un posto di lavoro. Anche la musicoterapia ha intrapreso da tempo un percorso che la vede impegnata nella intenzione di progredire nella affermazione di una maggiore evidenza scientifica. In questo lungo e difficile cammino, traspaiono tutte le difficoltà di coniugare musica e scienza. La scienza ha ancora molto da scoprire sul cervello e sul suo funzionamento. Il cervello è in effetti il nostro organo più complesso e per molti aspetti ancora misterioso e sconosciuto. Nel descriverne la sua complessità Alberto Oliverio, afferma che le neuroscienze, per esempio, nel loro procedere comunicano e risentono dell’apporto non solo delle scienze matematiche, fisiche, statistiche, psicologiche ma anche di quelle filosofiche 1 . In questo variegato panorama scientifico si manifestano le nostre memorie. In modo del tutto universale, nessuno di noi può definirsi scevro dalle memorie musicali del nostro passato. In particolare ognuno di noi ha certamente in memoria almeno un motivo musicale, o almeno un frammento di esso, in comune con altri esseri umani. Non solo. Ognuno di noi credo abbia fatto, almeno una volta nella sua vita, l’esperienza di cantare a memoria una canzone nota ai più in un gruppo. Ed è verosimile che questa canzone appartenga in qualche modo alla cultura del paese di origine, a quello che propongono in larga misura i mass-media, con a capo la omni- pervadente televisione. Ricordo con nostalgia e irritazione i primi walk-man, prima vera espressione e mezzo di fruizione personale della musica (provate voi oggigiorno ad acquistare un semplice lettore portatile di cassette e mi direte se sia tanto facile reperirne un esemplare funzionante). 1 Alberto Oliverio racconta “Le neuroscienze”, Collana DVD La psicologia, La Repubblica, L’espresso, Roma, Volume 10, 2012
Anteprima della tesi: La follia nella canzone popolare italiana: la musica popolare italiana come strumento di riabilitazione psichiatrica in una esperienza di tirocinio nel Centro Semiresidenziale Vincenzo Chiarugi, Pagina 2

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Valabrega
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Tecnica della riabilitazione psichiatrica
  Relatore: Gabriele Ruo Roch
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

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Parole chiave

musica
riabilitazione
psichiatria
musicoterapia
cantautori
psychiatric band
psicantria
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