Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

«Il segno di Giona» (Mt 12,39-40). Da Pinocchio a Paolo di Tarso: una simbolica della resurrezione in declinazione didattica.

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

10 ritroso e in avanti, abbracciando assieme sia l’AT sia l’eskaton. Già questo mostrarsi di Gesù in prima persona come l’elemento che unisce tutta la S.Scrittura (e Gv 5,39 lo esprime chiaramente, ove Gesù dice: «sono proprio esse [le Scritture] che mi rendono testimonianza»), unitamente al fatto che la Tradizione e il Magistero indichino come l’AT sia una prefigurazione del NT, 32 il quale ne porta a compimento il significato 33 è stato per me punto capitale per avviare una ricerca. Tanto più che questo punto, se consideriamo l’IRC, appare meno sviluppato di altri dentro ai testi di Religione in uso attualmente nelle scuole 34 in compagnia peraltro con argomenti un po’ trascurati come la storicità della Bibbia, l’escatologia, il confronto culturale e la «storia degli effetti». Un primo stimolo a indagare il parallelismo teologico tra Giona e Gesù proviene perciò dalla lettera del testo e dal suo senso, nonché dal tema della continuità teologica dei due Testamenti, previsto comunque nelle IN. Il profeta citato da Gesù, visto da vicino, mi ha stimolato poi a proseguire il percorso scavalcando cronologicamente il Vg fino al periodo della storia della salvezza successivo alla resurrezione di Cristo, alla ricerca degli esiti della rotta individuata. Sono approdata ad un altro saliente episodio del NT, quello riportato nel cap.27 degli Atti degli Apostoli, in cui Paolo di Tarso naufraga sull’isola di Malta. I passi scritturistici di Giona, di Gesù e di S.Paolo formano una triade di tappe sulla storia della salvezza collegate, come vedremo, da importanti e significative caratteristiche approfondite e interpretate dalla Tradizione. La scelta di focalizzare la Scrittura è dettata altresì da due precise ragioni congruenti con l’orizzonte didattico: 1) la Bibbia riveste una importanza culturale tale da meritare che sia tematizzata, poiché riguarda la scelta di fede di tanti alunni e famiglie e perché gli effetti storici che l’hanno resa grande in Occidente dipendono da un convincimento credente che ha tenuta viva la sua capacità di ispirazione umana. Come conseguenza nella logica culturale da perseguirsi in scuola va dunque sviluppata quale sia la specifica 32 COMMISSIONE EPISCOPALE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE E LA CATECHESI, La Bibbia nella vita della chiesa, n.2, in cui è riportata tra l’altro la significativa frase di Ugo da San Vittore (L’arca di Noè, II,8): «Tutta la Scrittura è un libro solo e quest’unico libro è Gesù Cristo». 33 DV n.15 e 16. 34 BISSOLI C., Leggere la Bibbia a scuola: strategie educative e didattiche,VI, tratto da: www.fidae.it.

Anteprima della Tesi di Lidia Roboni

Anteprima della tesi: «Il segno di Giona» (Mt 12,39-40). Da Pinocchio a Paolo di Tarso: una simbolica della resurrezione in declinazione didattica., Pagina 11

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Istituto di Scienze Religiose

Autore: Lidia Roboni Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1619 click dal 03/05/2013.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.