Il capitalismo italiano del secondo dopoguerra: persistenze e mutazioni

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18 strumento indispensabile per consentire all'ancor gracile settore manifatturiero di competere con l’agguerrita concorrenza estera. Finalmente nel 1878, soprattutto a causa della “grande depressione” generata dalla fortissima concorrenza americana, lo Stato decise di rivedere in senso protezionistico le proprie tariffe doganali: vennero stabiliti dazi specifici sui singoli prodotti determinati sulla base delle dichiarazioni di importatori ed esportatori. A partire dal 1882 la spinta a ritoccare le tariffe si fece più insistente e nel 1887 si giunse così all’approvazione della nuova tariffa generale protezionistica. Nel complesso, ha rilevato M. Doria, si trattò di provvedimenti che tutelavano sia il settore industriale sia quello agricolo. È dunque appropriato sottolineare come tale scelta fosse frutto delle convergenti pressioni degli ambienti industriali e di un mondo agricolo che, dopo essere stato fedele ai principi liberoscambisti, approdò alla convinzione dell’utilità dei dazi, che avrebbero offerto una qualche difesa di fronte alla concorrenza internazionale14. L’azione dello Stato non si limitò ai provvedimenti di carattere doganale; la nuova Italia di Crispi, legata dal1882 a Germania e Austria-Ungheria nella Triplice Alleanza, ambì a giocare un ruolo da grande potenza sia sullo scacchiere europeo, sia nelle avventure coloniali; necessitava quindi di un adeguato apparato militare e di un’industria nazionale capace di soddisfare le richieste delle forze armate. Vari atti governativi mirarono a sostenere le imprese private italiane nel settore metalmeccanico, cui ci si intendeva rivolgere per le commesse militari che non potevano più essere espletate nei soli arsenali statali. I nuovi ordinamenti di politica economica erano riconducibili a cambiamenti di fondo nell’ideologia delle classi dirigenti italiane. Crebbe il peso parlamentare della borghesia urbana ed industriale. Le nuove maggioranze parlamentari lavorarono alla costruzione di una Italia nuova: non più un paese rurale ma una nazione industriale, senza che questo 14 Doria, M. 1998 L’imprenditoria industriale, cit., pp. 30 –31

Anteprima della Tesi di Federico Bartoli

Anteprima della tesi: Il capitalismo italiano del secondo dopoguerra: persistenze e mutazioni, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Federico Bartoli Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

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