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La funzione delle reti transeuropee nel quadro della costruzione europea

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9 Le norme del Trattato di Maastricht sulle reti transeuropee investono i poteri, gli obiettivi della Comunità europea, i mezzi per raggiungerli, i procedimenti per la loro specificazione. L’art.129B attribuisce alla Comunità la materia delle RTE, in particolare, il primo comma attribuisce il potere di concorrere alla costituzione e allo sviluppo delle reti stesse. Ciò comporta il potere di dettare norme (anche tecniche specifiche, secondo il primo comma, secondo trattino, dell’art.129C), di assumere provvedimenti e decisioni per azioni comunitarie, di provvedere a proprie allocazioni (art.129C, primo comma, terzo trattino) mediante il Fondo di coesione 9 , previsto dall’art.130D per l’erogazione di contributi finanziari a progetti in materia di ambiente e di reti transeuropee nel settore delle infrastrutture dei trasporti, e di provvedere a concorsi finanziari a favore degli Stati membri per progettazioni. La norma parla di concorso della Comunità. Dobbiamo chiederci se la formula debba essere interpretata nel senso che la materia o il settore non sia riservato alla competenza esclusiva della Comunità e, quindi, che alle attività comunitarie possa applicarsi il principio di sussidiarietà 10 (art.3B), se e in quanto gli obiettivi possano essere realizzati dagli Stati membri e se in quanto non vi sia una competenza esclusiva comunitaria. Non vi è dubbio che una RTE non possa essere realizzata da un solo stato. Possiamo pensare, però a reti che colleghino più stati. In tal caso, la competenza apparterebbe agli stati e la Comunità agirebbe solo nel rispetto dell’art.3B. L’enunciato dell’art.129B, parlando di Comunità che concorre, intende dire che il concorso è necessario, che non possono darsi concettualmente RTE senza che vi sia il concorso della Comunità, quanto meno nel senso che si ha in una materia riservata alla competenza comunitaria, e cioè si abbia il concorso necessario per 9 Verrà trattato in un successivo capitolo (relativo al finanziamento delle RTE). 10 Questo principio consta di due capisaldi. Da un lato, prevede un’espressa riserva di legge per la capacità di agire della Comunità, la quale si attiva nei limiti delle competenze che le sono conferite dal Trattato stesso. Dall’altro, rileva che “nei settori che non sono di sua esclusiva competenza, la Comunità interviene…soltanto se e nella misura in cui gli obiettivi dell’azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque, a motivo delle dimensioni e degli effetti…essere realizzati meglio a livello comunitario…”. Sull’argomento vedi A. Tizzano, Le competenze dell’Unione e il principio di sussidiarietà, Il diritto dell’Unione europea, Giuffrè editore, n.1-2/1997.
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La funzione delle reti transeuropee nel quadro della costruzione europea

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Battistella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Giuliana Meraviglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 191

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infrastrutture
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