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Dall'intelligenza artificiale al viaggio interstellare. Temi e forme della science-fiction

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2 ormai acquisito un proprio statuto e una fisionomia che è il prodotto di trasformazioni e consolidamenti avvenuti nell’arco di una tradizione che affonda le radici nel più lontano passato, e in cui pure si inscrivono testi di grande complessità e raffinatezza letteraria. Si tratta, fino all’Otto-Novecento, di opere sostanzialmente ascrivibili a vari generi e forme codificate (come la satira e l’epica), ma che adottano – nei loro procedimenti narrativi - tematiche che oggi riconosciamo come caratteristiche della fantascienza; narrano vicende incredibili e stupefacenti Luciano di Samosata, Keplero, Cyrano de Bergerac, in epoche in cui la scienza (intesa soprattutto come progresso tecnologico) non compariva all’interno di testi letterari. In questi casi non è dunque corretto parlare di opere fantascientifiche a tutto tondo poiché, per essere ritenute tali, esse devono includere una buona dose di plausibilità scientifica o tecnologica all’interno della narrazione; ciò che deve risultare evidente al narratario è il rapporto ossimorico tra l’incredibilità degli eventi inventati e la plausibilità, l’accettabilità dei ritrovati scientifici. Non deve mai venire meno l’elemento scientifico; non deve mai essere eclissato il novum, ovvero l’elemento che non ci si aspetta, che produce lo straniamento, lo smarrimento in chi legge: un lago verde, un cielo violaceo, numerosi satelliti all’orizzonte. Si è d’altra parte passati da narrazioni fortemente subordinate alla fantasia (la Storia vera di Luciano), a storie che lasciano più spazio all’aspetto scientifico (il Somnium di Keplero), in cui l’autore comincia a divagare su descrizioni dettagliate di altri pianeti o, addirittura, di alieni incontrati durante la straordinaria avventura. Con il passare del tempo questo filone narrativo (o meglio, questo filone testuale) ha acquistato una forma sempre più definita, cominciando a marcare i confini con i generi affini che danno più rilievo all’inverosimile piuttosto che al plausibile (la fiaba e il fantasy). Più si diffondono le scoperte scientifiche e tecnologiche, più il soprannaturale all’interno di queste opere viene spiegato razionalmente, secondo leggi che la scienza ancora non conosce, ma possibili: è il “meraviglioso scientifico” ottocentesco, poi definito da Todorov “meraviglioso strumentale”. La magia non è più l’artefice di mutamenti

Anteprima della Tesi di Isabella Benocci

Anteprima della tesi: Dall'intelligenza artificiale al viaggio interstellare. Temi e forme della science-fiction, Pagina 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Isabella Benocci Contatta »

Composta da 232 pagine.

 

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