Modello veneto e Terza Italia: un caso di insediamento calzaturiero nel territorio veronese (1954-1985)

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7 dimensioni aziendali e i tipi di produzione, si è cercato di stabilire il legame col sistema sociale e politico. Ne sono emerse tre distinte formazioni sociali- territoriali: una definita "centrale" a nord-ovest, una "periferica" nel centro nord- est ed una "marginale" nel meridione. Di queste "tre Italie", l'ultima nata - sulla scia anche di studi storici sullo sviluppo regionale veneto - ha dato origine ad una fortunata letteratura sul ruolo avuto dalla forte integrazione dei fattori socio- culturali che la caratterizza. Infatti, sia che ci si trovi in un'area a tradizione democristiana o comunista, l'integrazione sociale della piccola impresa nella sub- cultura bianca o rossa, utilizzando servizi con una forte connotazione ideologica quali la banca confessionale o la cooperativa di consumo, "rende possibile la riduzione della conflittualità e la riproduzione della forza-lavoro affidata ad un sistema sociale considerato intrinsecamente "altro" rispetto ai rapporti di produzione capitalistici" (12). Di tale integrazione nella sub-cultura areale, la felice espressione "grandi partiti e piccole imprese" rende icasticamente ragione. L'affermazione dell'esistenza di una "terza Italia" è scaturita dal superamento del dualismo che contrapponeva allo sviluppo del Nord del Paese una situazione di sottosviluppo del Sud. Ciò è avvenuto in anni di crisi per la grande industria settentrionale in cui si è manifestata la generale tenuta delle zone caratterizzate dalla piccola impresa. Si è perciò evidenziata l'esistenza di due formazioni economiche all'interno dell'indistinta categoria dello sviluppo: l'una detta "centrale", l'altra, con caratteri tendenzialmente opposti, "periferica". La ricerca empirica sul territorio ha trovato iniziale supporto nella teoria del dualismo nelle economie avanzate. Secondo questa anche all'interno di formazioni capitalistiche sviluppate si vengono a costituire stabili strutture dualistiche, che contrappongono aggregati di imprese omogenee in "settori centrali" da un lato ed in "settori periferici" dall'altro (13). I principali caratteri distintivi fra questi due settori economici riguardano la dimensione dell'impresa ed il tipo di produzione, ma ad essi se ne associano altri riguardanti la struttura dell'impresa. L'"economia centrale" risulta composta da imprese di grandi dimensioni che necessitano di un'elevata capitalizzazione e che operano in settori che consentono una produzione di grande serie. La capacità di crescita le porta ad operare sul mercato in regime di oligopolio con la tendenza ad integrare verticalmente eventuali altre unità. Inoltre i settori nei quali operano sono settori chiave o perché di controllo strategico sull'intera economia o perché fornitori di macchinari per altre industrie. 12 ) S.Lanaro, Storia dell'Italia repubblicana. Dalla fine della guerra agli anni Novanta, Venezia, Marsilio, 1992, p.292. 13 ) A.Bagnasco, Tre Italie cit., p.22.

Anteprima della Tesi di Giovanni Benati

Anteprima della tesi: Modello veneto e Terza Italia: un caso di insediamento calzaturiero nel territorio veronese (1954-1985), Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Magistero

Autore: Giovanni Benati Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

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