Modello veneto e Terza Italia: un caso di insediamento calzaturiero nel territorio veronese (1954-1985)

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

8 All'opposto, i caratteri dell'"economia periferica" possono essere così riassunti: 1) presenza di imprese di dimensioni più ridotte; 2) tipo di produzione tradizionale (alimentare, tessile, calzaturiero, pelli e cuoio, legno e minerali non metalliferi); 3) produzioni prevalentemente unitarie su commessa o comunque di piccola serie; 4) forte concorrenza sul mercato; 5) minore remunerazione della manodopera e necessità di una maggiore elasticità nel suo impiego; 6) scarsa tendenza alla crescita. Anche la teoria del ciclo del prodotto (14) che dà una spiegazione alla divisione internazionale del lavoro, ci porta a considerare come il trasferimento di produzioni di tipo periferico in zone dove il costo del lavoro è inferiore avvenga anche all'interno delle economie sviluppate (15). Il primo carattere dell'economia periferica è rappresentato dalle piccole dimensioni delle unità produttive. Ad un'analisi per classi dimensionali della struttura produttiva nei principali Paesi industrializzati negli anni Sessanta emerge la specificità della piccola impresa nella formazione italiana che non trova equivalenti nell'occidente sviluppato. Infatti le imprese con meno di 10 addetti rappresentano in Italia il 28% degli occupati, cui segue a distanza la Francia con il 19,2%, mentre quelle di dimensione tra 10 e 99 addetti rappresentano il 29% mentre in Francia arrivano al 27% (16). A questo punto ci si chiede quale possa essere il significato di una tale caratteristica dell'economia italiana e quale sia stato il ruolo della piccola impresa nello sviluppo del Paese. Lo studio di A.Bagnasco sul ruolo della piccola impresa nello sviluppo italiano ci fornisce tre possibili risposte (17). Una prima risposta lega la presenza della piccola impresa alla sopravvivenza di vecchie logiche economiche che denoterebbero l'arretratezza del sistema. 14 ) Secondo tale teoria, quando la produzione di un bene raggiunge la "maturità" commerciale e risulta abbassato il contenuto tecnologico, viene affidata a Paesi con grado di industrializzazione inferiore, dove è maggiore la presenza di manodopera a costi competitivi. Solo in seguito anche questi Paesi riuscirebbero ad affacciarsi al commercio internazionale. 15 ) A.Bagnasco, Tre Italie cit., p.24. 16 ) Ivi, tabella p.140. 17 ) Ivi, pp.138 e seg.

Anteprima della Tesi di Giovanni Benati

Anteprima della tesi: Modello veneto e Terza Italia: un caso di insediamento calzaturiero nel territorio veronese (1954-1985), Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Magistero

Autore: Giovanni Benati Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5585 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.