Tra rappresentazione e realtà: Gli effetti socio-economici della liberalizzazione del settore minerario nello stato dello Jharkhand

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Per comprendere l'affermarsi del progetto di pianificazione dell'economia nell'Unione Indiana è necessario tener conto del più generale clima intellettuale che informava quella che sarebbe divenuta la teoria dello sviluppo nell'immediato dopoguerra, caratterizzato da un ampio consenso riguardo al fatto che l'obbiettivo dello sviluppo fosse la crescita economica, che lo Stato fosse l'agente dello sviluppo e il mezzo da utilizzarsi fosse la pianificazione, nel contesto delle politiche di Bretton Woods (Leys, 1997). All'interno di questo contesto l'India si rese protagonista di un esperimento di portata unica, tanto da divenire un punto di riferimento costante per la contemporanea letteratura sulla pianificazione (Adduci, 2009). Tale esperimento consisteva in una strategia di “economia mista”, volta a ristabilire il controllo nazionale sullo spazio economico interno, che coniugava, all'interno di un sistema democratico multipartitico, il ruolo di leadership del settore privato nel processo decisione con un sostanziale intervento statale mirato all'accelerazione della crescita e alla redistribuzione dei suoi benefici (Chandrasekhar e Gosh, 2004). Più specificatamente, gli obbiettivi intorno ai quali venne formulata la politica economica nel periodo immediatamente successivo all'Indipendenza consistevano, a fianco dello sviluppo nel settore agricolo, nella creazione di una moderna industria pesante statale ad alta intensità di capitale e nella promozione di un'industria privata, essenzialmente concentrata nella produzione di beni di consumo, presumibilmente ad alta intensità di lavoro (Adduci, 2009). E' a questo punto importante ricordare che secondo la logica che informava il progetto di pianificazione, la crescita economica sarebbe derivata in prima istanza dal potenziamento della base industriale del paese, cui veniva destinata la maggior parte delle risorse disponibili. Ne conseguiva che, per quanto riguardava il settore primario il pur fondamentale impegno verso una politica di riforma agraria rispondeva in primo luogo una tensione verso la giustizia sociale che era parte integrante del progetto di sviluppo nehruviano (Torri, 2000). A ciò si accompagnava d'altra parte l'assunto secondo cui sarebbe stato comunque possibile raggiungere buoni livelli di crescita in agricoltura, attraverso i cambiamenti istituzionali promossi nelle campagne (Chakravarty, 1987, Cordbridge e Harriss, 2000). Per la complessità di interpretazione e per vincoli di spazio, l'era nehruviana nell'accezione appena proposta in questa tesi viene suddivisa in due fasi. La prima, caratterizzata dalla crescita e dal consolidamento dei suoi elementi distintivi, coincise con il periodo in cui Nehru fu primo ministro e si prolungò per alcuni anni dopo la sua morte, fino al 1969. La seconda, si può far iniziare con la prima grande scissione del Congresso, appunto nel 1969, e con l'inizio di uno stile di governo sempre più autoritario da parte dell'allora primo ministro, Indira Gandhi, che fu caratterizzata dalla 9

Anteprima della Tesi di Eduardo Ferretti

Anteprima della tesi: Tra rappresentazione e realtà: Gli effetti socio-economici della liberalizzazione del settore minerario nello stato dello Jharkhand, Pagina 7

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Sociali

Autore: Eduardo Ferretti Contatta »

Composta da 168 pagine.

 

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