La legge, la letteratura e la morte. Una lettura di Maurice Blanchot

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7 Il nesso é così forte da presentarsi sin nell’origine della legge. La sua stessa invenzione é la trasgressione essenziale, la quale marca il passaggio dall’animale all’uomo 14 . Dandosi una legge, infatti, il pre-uomo viola fortuitamente il suo essere naturale, ponendo degli interdetti che «limitano ciò che egli é a beneficio di ciò che potrà essere» 15 . «Per strano che possa sembrare, é forse sempre a partire di una trasgressione iniziale che nasce e prende forma la possibilità ulteriore dell’interdetto. Innanzitutto, noi “trasgrediamo”, poi prendiamo coscienza del cammino che così ci si é aperto, stabilendo dei limiti, delle difese, i quali spesso ci limitano sotto altre espressioni: la legge é sempre violata perché inviolabile» 16 . A questa prima decisiva trasgressione ne segue un’altra, anch’essa regolata, per la quale «(...) un istante- il tempo della differenza- gli interdetti sono violati, lo scarto tra l’uomo e la sua origine é rimesso in questione e in una certa maniera recuperato, esplorato e esperito (...)» 17 . Da un punto di vista etico, il primo peccato é quindi l’invenzione della legge, la volontà di creare una scienza del Bene e del Male, che dia l’illusione di un’origine della finitezza e ponga come presupposta un’innocenza primordiale e inattingibile. L’invenzione della legge è quindi il principio dell’azione dell’essere personale, il quale trasforma il mondo e crea dalle fondamenta un mondo umano: “ la segreta dissoluzione”, che è la intima legge di tutto ciò che esiste, viene dimenticata a vantaggio di una costruzione ordinata di rapporti, di nozioni, di oggetti, in cui è fissato ciò che del perituro sussiste sempre: il senso, l’idea, l’universale. L’uomo crea, in questo modo, la stabilità di una certezza, di contro alla mutevolezza del dato naturale, delimitando un orizzonte di senso disponibile alla comprensione; per finire, egli celebra l’instaurazione di un rapporto di potere dell’uomo-soggetto sulla Natura ormai oggettivata, rapporto che si esplica attraverso il lavoro della Negazione. Grazie al “duro lavoro del negativo”, «in una lotta incessante, il senso viene verso di 14 Per l’analisi che segue, cf. ID., La naissance de l’art, in M.BLANCHOT L’Amitié, Parigi 1971, p.13-14. 15 Ibid., p.14. 16 Ibid., p.14, nota 1. In questa considerazione della coppia trasgressione/interdetto Blanchot é molto vicino all’amico George Bataille. Anche per quest’ultimo la posizione dell’interdetto e la sua trasgressione costituiscono la condizione fondamentale del passaggio dall’animale all’uomo (cf. Lascaux ou la naissance de l’art, in G. BATAILLE Oeuvres Completes, IX). I due autori hanno ugualmente una considerazione analoga del fascino della trasgressione come legittimazione della regola: «La trasgressione non é la negazione dell’interdetto; essa lo supera e lo completa». (O.C., X, p.66). 17 Ibid., p.14.

Anteprima della Tesi di Fabiola Mancinelli

Anteprima della tesi: La legge, la letteratura e la morte. Una lettura di Maurice Blanchot, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabiola Mancinelli Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

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