Il colore: dal simbolo alla campagna pubblicitaria

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Capitolo I Una storia sociale dei colori 7 vocabolario che vi si riferisce, differiscono a seconda dei sessi. Ad esempio, il lessico dei bruni, che è molto ricco, non è lo stesso per gli uomini e le donne. “Esiste una storia materiale e culturale dei colori che ha messo a confronto, in rapporti di scambio e dipendenza, civiltà altrimenti comunicanti con la sola rarità delle spezie, attraverso il mercato di prodotti, dell’Oriente e delle Americhe: il nero di China e la polvere nera, i colori traslucidi delle lacche, nonché le foglie indaco delle Antille e la cocciniglia del Centro America, il legno carminio detto “brasile” insieme ai “colori preziosi” delle pietre e dei metalli, sognati attraverso la lucentezza della loro materia splendente”8. Queste differenze tra le società sono fondamentali perché evidenziano il carattere fortemente culturale della percezione dei colori e dei modi con cui vengono designati. Se ciò è vero da un punto di vista geografico, lo è anche da un punto di vista cronologico. Il relativismo culturale, inteso come evoluzione della percezione, modifica la denominazione e l’utilizzazione sociale o simbolica del colore nel tempo, e questi rivolgimenti descritti a posteriori vengono definiti “storia”. Non è possibile ricostruire perfettamente il percepito e ogni tentativo di proiettare nel passato le nostre concezioni del colore è destinato a fallire. Per noi, ad esempio, il verde è 8 Manlio Brusatin, Storia dei colori, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino 1983, pag. 7.

Anteprima della Tesi di Giorgia Cacciante

Anteprima della tesi: Il colore: dal simbolo alla campagna pubblicitaria, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giorgia Cacciante Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

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