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Il Figlicidio: Cause Genetiche e Psicologiche

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CAPITOLO1: FIGLICIDIO MATERNO: PERCHÉ SI UCCIDONO I FIGLI? L’essere madre porta con sé, accanto alla gioia, molte angosce, paure, difficoltà, rabbia, insofferenza, che le donne da sole non sempre possono affrontare, soprattutto quando questi sentimenti diventano insormontabili, arrivando a travolgerle. Perché queste donne sono spesso lasciate sole nelle loro paure, nonostante siano nella maggior parte dei casi circondate da familiari o da mariti, che pur essendoci fisicamente in realtà non sono presenti affettivamente. Se pensiamo a tutti i casi avvenuti in Italia (il caso Franzoni, il caso del piccolo Loris, e via dicendo), il pensiero e la paura di commettere un atto impulsivo nei confronti del proprio figlio ha preso il sopravvento, diventando realtà. Una definizione dei termini usati dalla letteratura è di fondamentale importanza per essere consapevoli di cosa intendiamo con la parola figlicidio, rispetto alla parola neonaticidio e infanticidio. Il diritto distingue solamente tra infanticidio e omicidio. Si parla di infanticidio quando “l’uccisione del feto avviene durante o dopo il parto, in condizioni di abbandono materiale e morale” (art 578 del codice penale). Al contrario si parla di omicidio (articolo 575 del codice penale) quando un genitore, non necessariamente la madre, uccide il figlio che può essere anche un neonato, ma senza le condizioni previste nell’articolo precedentemente citato, che spesso risultato di difficile individuazione. In questo contesto è possibile applicare inoltre le aggravanti del caso. Questa è una definizione prettamente giuridica. La criminologia, invece, rispetto alla giurisprudenza, fa una distinzione sulla base dell’età della vittima. L’uccisione entro le 24 ore dalla nascita è chiamata neonaticidio, l’infanticidio va dal primo giorno di vita al compimento del primo anno di età ed infine il termine figlicidio si applica per i bambini uccisi dal primo anno di vita in poi. Il motivo di questa distinzione sta alla base della motivazione che porta a commettere il neonaticidio rispetto al figlicidio. Nel primo caso la principale motivazione è quella di impedire l’inizio della vita del feto, per lo più non voluto, e l’instaurarsi quindi di un legame affettivo. Nel secondo caso, invece, il rapporto è già iniziato e le motivazioni possono essere di gran lunga più numerose. Questa prima definizione criminologica sull’età funge anche come prima classificazione, ma presenta una limitazione: infatti una suddivisione che si basa 3
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Il Figlicidio: Cause Genetiche e Psicologiche

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Informazioni tesi

  Autore: Federica Giotta
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia Clinica e della Salute
  Relatore: Valentina Gatta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

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figlicidio
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