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I rifiuti: da problema a risorsa

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19 1.3 LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI NEGLI ULTIMI VENT’ANNI IN ITALIA 1.3.1 Lo stato confusionale Nel 1976 una fuga di diossina dallo stabilimento ICMESA di Meda, in provincia di Milano provocò un grave inquinamento della vicina cittadina di Seveso. In seguito all’episodio, i cui effetti si rivelarono fortunatamente inferiori a quel che si era temuto, fu avviato un grosso dibattito a livello di Comunità europea, che portò molti anni dopo al varo di un’apposita legislazione di garanzia, atta a stabilire sia forme di controllo esterne, sia una maggiore capacità di autocontrollo da parte dei soggetti industriali. Prima di quest’episodio la situazione presentava: - un consistente numero di impianti di incenerimento di grandi, medie e piccole dimensioni, per la maggior parte senza recupero di calore; - alcuni ripetuti tentativi di trasformazione in compost, quasi tutti conclusisi con un fallimento; - la prevalente parte dello smaltimento operato in discariche non controllate. Tutte queste forme di smaltimento e trattamento erano operate con modalità tali da provocare danni o pericoli di danni ambientali, allora non sempre percepiti o percepiti con criteri oggi largamente ritenuti non più ammissibili. Quando nel 1977, un anno dopo l’incidente di Seveso, giunse anche in Italia la notizia che ricercatori olandesi, incaricati dal governo olandese di ricercare possibili fonti di produzione delle diossine, ne avevano rilevato la presenza anche nelle emissioni di fumi e gas da forni di incenerimento di rifiuti solidi urbani, la reazione dell’opinione scientifica pubblica ed italiana, già scossa dai fatti di Seveso, fu immediata e categorica: l’incenerimento fu considerato pratica non più accettabile. Tutti i piani ed i progetti di nuovi impianti del genere furono bloccati, i contratti già in essere furono disdetti, molti forni furono chiusi: l’incenerimento fu considerato, in definitiva, non più ammissibile. Più o meno nello stesso periodo anche gli impianti di riciclaggio che erano stati realizzati e gestiti per la città di Roma dall’iniziativa privata, e che tanto interesse avevano destato in tutto il mondo, si dimostrarono non adeguati a fornire una risposta alle esigenze di smaltimento, soprattutto per le difficoltà che il mercato poneva al
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I rifiuti: da problema a risorsa

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Informazioni tesi

  Autore: Ester Polizzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Carlo Carraro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 236

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