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Le Relazioni economiche tra Italia e Libia dal secondo dopoguerra al regime di Gheddafi (1947-2012)

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7 Il primo accordo fu il Trattato di amicizia ed alleanza, siglato con il Regno Unito nel 1953, che garantiva una difesa inglese «nel caso di una minaccia di attacco imminente di una delle due Alte Parti Contraenti da parte di uno Stato terzo» 1 e una, seppur limitata, assistenza finanziaria in cambio del mantenimento dei punti strategici inglesi all’interno del territorio libico, in primis la base aerea di El Adem, situata a sud-ovest di Tubruq, sul bacino del Mediterraneo. L’accordo con gli Stati Uniti venne raggiunto solo nel 1954 ed era sotto molti aspetti simile all’accordo col governo anglosassone: anche gli americani si sarebbero infatti impegnati a corrispondere un’ingente somma di denaro (molto più ingente) nelle casse Libiche (40 milioni di dollari, versati in più rate sino al 1970) in cambio dell’uso esclusivo della base aerea di Wheelus Field e di una serie di diritti che avrebbero garantito al governo americano l’esercizio di quello che di fatto era un vero e proprio controllo strategico e militare sulla Libia e sulle sue finanze. La libertà che il popolo si era prefisso di ottenere si tramutò quindi in un, seppur indiretto, controllo delle stesse potenze che avevano reso il paese vincolato, e questa fu una delle ragioni del malcontento generale che di lì a dieci anni si generò, sfociando dapprima nel 1963 nell’unità dei distretti federali libici, e in seguito nel 1969 nel colpo di Stato che abolì la monarchia e consolidò un regime antioccidentale. La scoperta di nuovi giacimenti di petrolio nel territorio, resa possibile dai sussidi economici e dall’intervento nel campo di ricerca delle potenze occidentali, tra cui anche l’Italia, portò il Regno a una progressiva crescita finanziaria, dovuta alla nascita e all’espansione dell’industria del petrolio. Al 1962 la sola industria petrolifera portò alle casse libiche 5,6 milioni di dollari e nell’anno successivo, in cui il paese si aprì al commercio internazionale, le entrate crebbero del 350%, raggiungendo quota 19,6 milioni di dollari. Le ricchezze prodotte dal paese resero via via maggiore l’indipendenza dagli altri paesi, tuttavia la forma di Stato federale non consentiva uno sviluppo capitalistico, data la presenza di una forte rivalità tra le province, una difficile intermediazione con il governo principale e con le province stesse, una complicatissima burocrazia e un sistema parlamentare del tutto inefficiente e poco presente. La situazione subì una prima svolta nel 1963 a seguito dell’elezione del primo ministro Muhi al-Din al-Fikini, palesemente contrario alla presenza occidentale all’interno del paese e seriamente intenzionato a dare una svolta alla politica estera del paese, a discapito di Stati Uniti e Regno Unito. 1 Treaty UK-Libya 1953, art 1
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Le Relazioni economiche tra Italia e Libia dal secondo dopoguerra al regime di Gheddafi (1947-2012)

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Grieco
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Gianpiero Fumi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

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