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Marketing ed emozioni

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10 processi di pensiero e sulla costruzione di modelli di funzionamento psichici, esso affida alla mente il ruolo di giudicare e interpretare gli eventi e le emozioni sarebbero solo una conseguenza di queste formulazioni cognitive. Questi due approcci, hanno successivamente trovato una loro integrazione, inoltre è emersa la percezione di una parte cognitiva meno razionale, come l’inconscio. Tutto ciò ha portato ad orientarsi ad un approccio costruttivista, dove non si separano più gli stati emotivi dalle cognizioni funzionali. Alle emozioni viene restituita la giusta valenza, ricostruendo il significato che assumono all’interno del funzionamento personale. Secondo questa ipotesi, le emozioni non sono dei processi naturali ma dei prodotti culturali e sociali cioè << delle risposte apprese che servono a regolare le interazioni sociali fra gli individui, una sorta di codice acquisito tramite l’educazione. Costituiscono degli script che guidano l’organizzazione del comportamento degli individui.>> 5 . Secondo tale teoria è grazie alla società e alla cultura che si apprendono le ‘’regole delle emozioni’’. A partire dall’infanzia attribuiamo determinati significati che si basano sui valori e le credenze della società d’appartenenza. Tutt’oggi tale argomento sull’emozioni risulta di interesse e i ricercatori ancora stanno perfezionando le loro ricerche. 1.1.1 L’EVOLUZIONE DEL CERVELLO: Origine dell’emozione Tutta la medicina antica, dagli Egizi ai Cinesi, riteneva che il cuore fosse la sede delle emozioni. Solo Ippocrate, sostenne nell’antichità che le emozioni avessero sede nel cervello. Egli infatti scriveva: “L’uomo deve sapere che null’altro che dal cervello, provengono gioie, piaceri, risate e divertimenti e dolori, tristezze, sconforto e lamenti”. 6 Come abbiamo già accennato, solo con l’epoca moderna si comprese che il cuore non è la fonte dello ‘’spititus vitale’’ 7 né la sede dell’emozioni. Anche se, uso comune è dir che <<l’amore si trova nel cuore>>, la neurofisiologia moderna ha incaricato un altro organo meno affascinante del cuore, il sistema limbico, un insieme di strutture del cervello, interconnesse tra loro. Per comprendere come si sia formato, dobbiamo iniziare dall’evoluzione del cervello, quello che oggi è un chilo e mezzo di cellule e umori nervosi, era quantificabile ad un terzo milioni di anni fa. Ciò, significa che nel tempo ha sviluppato i suoi centri superiori elaborando e perfezionando le aree inferiori più antiche. La parte più primitiva, che dominava nell’era dei rettili, è sicuramente il tronco celebrale, che circonda l’estremità cefalica del midollo spinale. Anche se inizialmente la nostra vita emotiva affondava nel ‘’senso dell’olfatto’’ 8 dove pervenivano gli odori, essi divennero poi abbastanza grandi da circondare l’estremità cefalica del tronco celebrale. La sua funzione era per così dire basilare, si occupava di regolare la respirazione e il metabolismo degli altri organi, ma il bulbo olfattivo non può pensare, si limitava a mantenere il corretto funzionamento dell’organismo. L’importante è capire che fu la struttura dalla quale derivano i centri emozionali, è grazie a ciò che qualcosa aizza in una gazzella che comincia a correre in vista di un leone. Come spiega Goleman, ‘’Uno strato di cellule recepiva ciò che veniva odorato e lo classificava nelle principali categorie: sessualmente disponibile, nemico o pasto potenziale, commestibile o tossico. Un secondo strato di cellule inviava attraverso il sistema nervoso, messaggi riflessi per informare l’organismo sul da farsi: avvicinarci, fuggire, inseguire, mordere, sputare. ‘’ Con il passare del tempo si aggiunsero nuovi livelli fondamentali attorno al tronco celebrale, che venne, appunto, chiamato sistema limbico. Nel corso della sua evoluzione tale sistema raccoglieva e catalogava le emozioni. Come vi riusciva? Inizialmente, sviluppando capacità come l’apprendimento e la memoria; Grazie alle connessioni che pervenivano tra lobo olfattivo e sistema limbico, quest’ultimo iniziava a riconoscere gli odori e confrontarli con quelli già percepiti. Tutto ciò permetteva, ad un mammifero, di evitare un cibo cattivo per lui. Da questo sistema si sviluppò milioni di anni dopo la neocorteccia ovvero la capacità di pensare, il cervello pensante. Quest’ultima è responsabile 5 Prof. Menesini E., psicologia dello sviluppo – corso progredito, 2007, file pdf 6 Appunti delle lezioni di Prof.ssa Elena Profetti 7 Appunti delle lezioni di Prof.ssa Elena Profetti 8 Riferimento bibliografico : Goleman D., intelligenza emotiva, Bantam Books, Usa, 1995. Pag 28-32
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Marketing ed emozioni

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Informazioni tesi

  Autore: Elena Giovannetti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Raffaele Donvito
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

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Parole chiave

comunicazione
marketing
amore
emozioni
marketing emozionale
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economia comportamentale
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