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Interventi formativi rivolti agli infermieri per la prevenzione dei comportamenti aggressivi della persona assistita in pronto soccorso

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1 INTRODUZIONE Il National Institute of Occupational Safety and Health (N.I.O.S.H.) (2002) ha definito la violenza occupazionale come “ogni atto di aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale che si verifica nel posto di lavoro”. Gli operatori sanitari, in particolare gli infermieri, sono esposti ad un rischio molto elevato di subire un episodio di violenza (Zoni et al., 2010). Negli ultimi anni questo sembra essere un fenomeno in costante aumento con importanti influenze morali verso gli infermieri, per i quali può evidenziarsi un incremento dello stress lavorativo e del turnover del personale sanitario (Ray, 2007). A tal proposito, come rilevato dalla maggior parte degli studi effettuati, la violenza sul posto di lavoro può minare la capacità di resilienza degli operatori sanitari e può spiegare l’alto tasso di burnout riscontrato nei professionisti della salute (Estryn-Behar et al., 2008). La scelta è ricaduta su questa tematica perché durante il percorso formativo in area critica ho assistito ad un’aggressione verbale di una persona assistita verso l’infermiera. Da quest’evento mi son chiesta come possano gli infermieri riuscire a mantenere un buon livello di assistenza rispettando il patto infermiere-persona assistita (IPASVI, 2009) con chi si è mostrato aggressivo e soprattutto, riuscendo lo stesso a rispondere ai bisogni dell’assistito nelle tre dimensioni caratterizzanti: biofisiologica, psicologica e socioculturale (Cantarelli, 2006). È emersa così la curiosità di capire se ci fossero dei corsi appositi che potessero essere utili nella prevenzione degli eventi aggressivi di questo genere. Di fatti la sicurezza e la formazione sono delle componenti importanti dei programmi di prevenzione della violenza ed è raccomandato che tutti i membri dello staff ricevano formazione annualmente per garantire che essi siano informati su potenziali minacce e su come proteggere sé stessi ed i loro colleghi attraverso politiche e procedure consolidate (O.S.H.A., 2016). La domanda di ricerca formulata è la seguente: “Quali interventi formativi può utilizzare l’infermiere per prevenire i comportamenti aggressivi della persona assistita in pronto soccorso e le rispettive conseguenze su sé stesso e sull’assistenza erogata?”. Per rispondere ad essa, attraverso il portale on-line insuBRE (Insubria Biblioteche e Risorse Elettroniche), è stata effettuata una revisione della letteratura per parole libere e MeSH uniti tra loro tramite l’operatore booleano AND, e utilizzando principalmente tre banche dati: Cochrane Library, dalla quale però non è stato preso alcun articolo per l’analisi, Medline il cui portale è Pubmed e Cinahl. La scelta è ricaduta su queste perché risultano essere scientificamente le più autorevoli e complete per la ricerca nella
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Informazioni tesi

  Autore: Chiara De Bortoli
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Scienze Infermieristiche
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Giovanni Vaghini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 22

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Parole chiave

interventi formativi
pronto soccorso
aggressioni infermieri
percezione dell'infermiere
conseguenze sugli infermieri

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