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Gli stereotipi di genere nel mondo delle bambine

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6 Italiane. Le donne venivano spronate a dedicarsi alla cura dei figli tanto che le madri più prolifiche venivano insignite di apposite medaglie. L’educazione demografica e il controllo delle nascite fu formalmente vietato dal Codice Rocco che lo considerava un "attentato all’integrità della stirpe". Per quanto riguarda il lavoro, i salari delle donne vennero fissati per legge alla metà di quelli corrispondenti degli uomini. Inaugurando una strategia che poi sarebbe stata ripresa per la politica razziale, l’offensiva cominciò nella scuola, dove fu formalmente vietato alle donne di insegnare lettere e filosofia nei licei e alcune materie negli istituti tecnici e nelle scuole medie; inoltre fu vietato loro di essere presidi di istituti, mentre le tasse scolastiche delle studentesse vennero raddoppiate. Nel pubblico impiego le assunzioni di donne furono fortemente limitate, escludendole dai bandi di concorso e concedendo loro un numero di posti limitato (in genere il 10%). Furono inoltre vietate loro la carriera e tutta una serie di posizioni prestigiose all’interno della pubblica amministrazione. Anche la pubblicistica fascista tendeva a dissuadere le donne lavoratrici ridicolizzandole. Nel libro "Politica della Famiglia" del teorico fascista Loffredo, si legge: "La donna deve ritornare sotto al sudditanza assoluta dell’uomo, padre o marito; sudditanza e, quindi, inferiorità spirituale, culturale ed economica per far questo consiglia agli Stati di vietare l’istruzione professionale delle donne, e di concedere soltanto quell’istruzione che ne faccia un’eccellente madre di famiglia e padrona di casa” Il Codice di Famiglia era già abbastanza retrivo, ma venne lo stesso inasprito dal fascismo: le donne vennero poste in uno stato di totale sudditanza di fronte al marito che poteva decidere autonomamente il luogo di residenza ed al quale le donne devono eterna fedeltà, anche in caso di separazione. Sul piano economico tutti i beni appartenevano al marito, ed in caso di morte venivano ereditati dai figli, mentre alla donna spettava solo l’usufrutto. Il nuovo Codice Penale confermò tutte le norme contrarie alle donne, aggiungendo inoltre l’art. 587 che prevedeva la riduzione di un terzo della pena per chiunque uccidesse la moglie, la figlia o la sorella per difendere l’onore suo o della famiglia (il cosiddetto "delitto d’onore"). 1 Le donne ottennero il diritto al voto per la prima volta negli Stati Uniti alla vigilia della prima guerra mondiale e l’esempio fu seguito a breve da altri importanti paesi europei. In Italia le 1 Valentina Piattelli, Storia dell’emancipazione femminile in Italia, La Repubblica
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Gli stereotipi di genere nel mondo delle bambine

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Informazioni tesi

  Autore: Rachel Pignataro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze politiche, economiche e sociali
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Luisa Maria Leonini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

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