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Energie Rinnovabili: politica energetica, effetti e prospettive

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10 Nel 18. secolo il carbone ha sostituito il legno come fonte di energia primaria. Con il carbone ricco di energia e disponibile in abbondante quantità si svilupparono la macchina a vapore e la produzione di massa di acciaio ebbe inizio. Con l’introduzione del motore a scoppio e dell’automobile all’inizio del 20. secolo l’interesse si spostò dal carbone al petrolio quale materia prima per la produzione dei carburanti diesel, benzina e cherosene (carburante per l’aviazione). Con l’inizio del 21. secolo invece gli interessi si spostarono ancora una volta e vennero indirizzati verso il gas naturale. Questo infatti si caratterizza per la possibilità di impiegarlo in modo immediato e senza impegnative e costose raffinazioni. Rispetto al carbone e al petrolio la sua combustione è più pulita e produce meno gas inquinanti. L’impiego di tutti i combustibili fossili ha in comune l’emissione di diossido di carbonio o meglio conosciuto come anidride carbonica. Di per sé questo gas non è tossico, però è il maggior responsabile dell’effetto serra, complice dell’aumento delle temperature medie dell’atmosfera e del cambiamento climatico in atto. 1.2.2. Energia nucleare La materia prima usata per la produzione di energia nucleare è l’uranio. In natura è possibile trovare tracce di uranio nelle rocce, nel suolo, nelle acque e in modestissime quantità persino negli organismi viventi. L’uranio usato per la produzione di energia viene estratto principalmente da due minerali: l’uraninite e la carnotite. Dopo l’estrazione, i minerali vengono lavorati con acido solforico per ottenere l’ossido di uranio (yellow cake). Questo viene poi trasformato in gas per avviare il processo di arricchimento 3 , che dà origine al materiale base per una reazione nucleare necessaria alla produzione di calore. Nei reattori nucleari il calore 3 L’uranio si trova in natura come miscela di differenti isotopi: l’uranio 238 e l’uranio 235 dove l’uranio 235 è solo lo 0,72% del totale dell’uranio. Negli attuali reattori nucleari però solo l’uranio 235 è adatto ad innescare la reazione nucleare necessaria alla produzione di calore. Di conseguenza l’uranio 235 deve essere arricchito a scapito dell’uranio 238 con il fine di rendere più efficiente la produzione energetica. L’arricchimento avviene attraverso diversi metodi: diffusione termica, diffusione gassosa, centrifuga Zippe, separazione isotopica elettromagnetica, processi laser, metodi chimici o separazioni al plasma. Ciò che resta del processo di arricchimento è un materiale non pericoloso e molto pesante: l’uranio impoverito con forte concentrazione di uranio 238.
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Energie Rinnovabili: politica energetica, effetti e prospettive

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Informazioni tesi

  Autore: Herbert Winkler
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2015-16
  Università: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Antonella Pisano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

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