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La libertà di stampa in America Latina: i media venezuelani tra censura e resistenza

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Capitolo 1. La libertà di stampa 1.1 Excursus storico In Occidente la stampa a caratteri mobili fa la sua apparizione verso la metà del quindicesimo secolo grazie all’invenzione di Gutenberg 1 , che è stata un punto di svolta per il mondo della scrittura e del racconto dei fatti. Già prima di questo fondamentale momento storico la scure della censura si era abbattuta sul libero pensiero: fin dai tempi dell’Antica Roma infatti, gli scritti scomodi venivano bruciati e gli autori esiliati, una fine che toccò anche al poeta latino Ovidio 2 . Tale pratica ha avuto seguito nel Medioevo 3 , secolo buio in cui qualsiasi pubblicazione considerata eretica o contraria alla morale era data alle fiamme in pubblica piazza. Il potere ha sempre attaccato le voci critiche o anticonformiste e sin dalla nascita delle prime gazzette nel ‘600 e dei primi quotidiani nel ‘700, quando l’informazione cominciava a diffondersi, chi deteneva il potere ha cercato di controllarla e sottometterla in ogni modo per impedire che circolassero opuscoli di critica politica di nascosto: gli strumenti più utilizzati erano la censura, l’autorizzazione preventiva e il sequestro degli stampati. Sovrani, cancellieri, ministri, senatori e dittatori hanno sempre temuto la stampa libera e la penna dei giornalisti; alcuni, come Giolitti, hanno cercato di comprare il loro silenzio, altri li hanno imbavagliati con le leggi, e i più spietati li hanno condannati alla prigione o alla morte. L’opinione pubblica, che pure era il principale destinatario dei loro scritti, non sempre ha difeso i professionisti dell’informazione: se ai tempi della Camera stellata 4 il popolo si ribellava per protestare contro gli abusi di potere e le condanne ingiuste, nel periodo nero dei regimi totalitari del Novecento invece, i grandi dittatori convinsero la folla che la stampa libera era una minaccia, un nemico pubblico. Tuttavia prepotenze, soprusi e persecuzioni sono serviti ai giornalisti per prendere coscienza della propria funzione sociale e difenderla a costo della vita e della propria stessa libertà. Grazie all’impegno e alle parole dei grandi teorici della libertà di stampa come John Milton e François-René de Chateaubriand 5 l’opinione pubblica si è mobilitata e l’organo legislatore ha dovuto cedere per evitare di essere spodestato. In Europa, le prime nazioni a tutelare la libertà di 1 La stampa a caratteri mobili è stata introdotta in Europa da Johannes Gutenberg. Questa tecnica consisteva nell’allineare i singoli caratteri in modo da formare una pagina, che veniva cosparsa di inchiostro e pressata su un foglio di carta. Tale procedimento era innovativo perché consentiva di riutilizzare i caratteri. 2 Il poeta latino Publio Ovidio Nasone (43 a.C.-17 d.C.) fu esiliato a Tomi dall’Imperatore Augusto a causa di una sua opera a contenuto erotico-sentimentale che fu giudicata immorale. 3 Milton, John, 2002, Areopagitica. Discorso per la libertà di stampa. 4 La Camera stellata era una Corte inglese competente in materia di reati politici. 5 F.R. de Chateaubriand (1768-1848) è stato un intellettuale e politico francese che ha nominato spesso nei suoi discorsi alla Camera dei Deputati i crimini bianchi(crime de blanc) della censura. Questo termine stava a indicare gli spazi bianchi che alcuni giornali lasciavano al posto degli articoli censurati, come prova del delitto dei censori.
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La libertà di stampa in America Latina: i media venezuelani tra censura e resistenza

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Informazioni tesi

  Autore: Betty Mammucari
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Elena  Valentini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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