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La libertà di stampa in America Latina: i media venezuelani tra censura e resistenza

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Rivoluzione si mutò in dittatura nel luglio del 1793 12 , i diritti conquistati persero valore e anche la stampa non fu più libera. I giornalisti che osavano criticare l’operato dei rivoluzionari divennero nemici giurati del regime e dunque del popolo, secondo l’ottica di Robespierre 13 . Un altro periodo duro per la stampa francese fu l’Impero di Napoleone; Mario Borsa sostiene che in quel tempo “la stampa era schiava” 14 e Cesario Picca afferma che con il secondo Napoleone “ebbe inizio uno dei peggiori difetti della stampa: il servilismo e l’acquiescenza verso il potere” 15 . In effetti, Napoleone aveva utilizzato ogni arma a sua disposizione per imbavagliare la stampa; per esempio con un decreto del 5 febbraio 1810 la sottometteva a un severo regime di polizia e obbligava gli stampatori a esibire una certificazione di fedeltà all’Impero per svolgere il proprio mestiere. Sconfitto Napoleone, i sovrani cercarono di riprendere il controllo dell’informazione, ma nel frattempo i giornalisti avevano preso coscienza della propria funzione sociale e non erano più disposti a chinare il capo 16 . 1.1.2. Italia e Germania In Italia, la prima timida apertura verso la libertà di stampa si ebbe con un Editto del Pontefice Pio XI mediante il quale il Papa “allargava le maglie della censura” limitando l’attività dei censori che però non era abolita 17 . Tuttavia, la prima legge organica sulla stampa è stata quella contenuta nello Statuto Albertino che recitava: “la stampa sarà libera ma una legge ne reprime gli abusi” 18 . Il decimo capo di tale legge era innovativo poiché stabiliva che nei procedimenti per i reati commessi a mezzo stampa, il giudice fosse affiancato da una giuria popolare. Questa libertà però era destinata a durare poco, infatti secondo Picca nel 1850 Cavour “avvia il gioco del gatto e del topo con i giornali che per non soccombere preferiscono servire il potere” 19 . Durante l’Età Giolittiana, la stampa iniziava a essere più libera, ma Giolitti continuava a fare pressione sui giornali in diversi modi, per esempio comprando il silenzio dei giornalisti antagonisti con la promessa di un sostegno economico 20 . La libertà di stampa fu limitata ulteriormente dal 1915, poiché l’Italia era entrata in guerra ed era necessario “nascondere ai civili le sconfitte, le perdite umane e gli orrori della trincea”. 12 Nel luglio del 1973 ebbe inizio il Terrore, una faste storica della rivoluzione francese caratterizzata da un gran numero di condanne a morte emesse dall’inflessibile Tribunale Rivoluzionario. 13 In un suo discorso del 28 settembre 1972, Robespierre definì i giornalisti antagonisti “nemici del popolo”. 14 Borsa, Mario, Op. cit. p.65 15 Picca, Cesario, 2005, Senza Bavaglio. L’evoluzione del concetto di libertà di stampa, Pendragon, Bologna, p.16. 16 Ivi, p.18 17 Ivi, p.25 18 Ivi, p.25 19 Ivi, p.26 20 Ivi, p.33
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La libertà di stampa in America Latina: i media venezuelani tra censura e resistenza

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Informazioni tesi

  Autore: Betty Mammucari
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Elena  Valentini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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