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La figura del fanciullo nel romanzo europeo del XIX secolo

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9 Capitolo 1 L’istituzione degli orfanotrofi e il lavoro minorile Charles Dickens “Oliver Twist” e “David Copperfield” Tra il 1830 e il 1840 un nuovo genere si fa strada nella letteratura: il romanzo sociale. Il sottogenere in questione nasce come reazione all’industrializzazione dilagante che stava causando molti problemi sociali ed economici alle classi povere, le uniche che non avrebbero tratto alcun beneficio da questi progressi. I romanzi sociali si rivolgevano alla classe media borghese con l’intento di promuovere un cambiamento. Il più grande esponente di questo orientamento è Charles Dickens (1812-1870). Ciò che caratterizza il suo stile è la presenza di una spiccata vena satirica attraverso cui ritrae gli aspetti più degradanti della società. Il realismo di Dickens è strettamente collegato al suo tempo e, soprattutto, alle sue esperienze di vita, all’osservazione della realtà; infatti, pare che a dodici anni lavorasse in una fabbrica di lucido da scarpe perché il padre era in carcere a causa di debiti. Nonostante la grande attenzione ai fatti reali, Dickens attua delle strategie narrative che non sempre si accordano con uno sviluppo plausibile delle storie, prediligendo troppo spesso un finale idilliaco. Charles Dickens è, dunque, uno scrittore della realtà, coinvolto nella grande industrializzazione dell’Inghilterra e ne evidenzia la parte più problematica, la faccia della medaglia meno rosea del suo Paese. Nel fare tutto questo compie una piccola rivoluzione: è infatti il primo a porre l’attenzione sull’infanzia e sui suoi problemi. Nell’Inghilterra vittoriana si assiste a una situazione quasi surreale: ancora oggi si ricorda la Victorian Age come un periodo della storia inglese pieno di prosperità, fatto di grandi cambiamenti apportati dallo sviluppo industriale ed economico. Tuttavia, non si può, certo, ignorare il lato oscuro dell’Inghilterra del XIX secolo: costituito dalla povertà e dalla lotta per la sopravvivenza. In questa cornice storica prende corpo una vera e propria trasformazione nel modo di osservare l’infanzia tanto da essere definita dagli storici e dagli intellettuali come l’epoca o “secolo del bambino”. In Gran Bretagna si assiste a una drastica spartizione sociale: da una parte c’erano i bambini nati nelle classi più agiate che crescevano in una famiglia confortevole, accuditi e si occupavano di ciò di cui ogni bambini avrebbe dovuto curarsi, cioè istruirsi e giocare; dall’altra, c’erano i bambini delle classi più povere il cui destino era, spesso, già scritto: quelli che venivano abbandonati ancora in fasce finivano accolti in istituti la cui funzione
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La figura del fanciullo nel romanzo europeo del XIX secolo

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Informazioni tesi

  Autore: Giada Rambaldi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lettere
  Relatore: Vanessa Pietrantonio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

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