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Riforme pro concorrenziali e crescita della produttività nell'Unione Europea

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5 Prima di esaminare queste le singole componenti, è necessario premettere le ragioni per le quali le istituzioni comunitarie hanno abbracciato tale politica per la concorrenza. Il primo obiettivo è garantire una migliore allocazione delle risorse, nell’ipotesi che da un maggior livello di concorrenza derivi un utilizzo ottimale delle risorse, cosa che come spiegato nel paragrafo 2.1, in caso di potere di mercato è difficile si verifichi. La “mano invisibile 1 ” del mercato spinge gli operatori ad allocare le risorse economiche (capitale, lavoro, ecc.) laddove scorgono miglior efficienza e migliori prospettive di impiego. Più esteso è lo scenario geografico in cui gli operatori economici possono liberamente muoversi e maggiori saranno le opportunità di allocare le risorse in una maniera più efficiente rispetto all’attuale. Il mercato unico offre pertanto nuove e grandi opportunità di miglioramento del sistema capitalistico europeo, capace così di raggiungere un più elevato grado di efficienza. Il secondo obiettivo della politica di concorrenza europea riguarda il supporto che essa può dare al miglioramento dell’integrazione economica (o comunque a non farla peggiorare a causa degli operatori che controllano il mercato). La ricerca di un buon livello di concorrenza viene perseguita all’interno del progetto di integrazione economica, nel senso che la politica antitrust può operare al fine di rafforzare il mercato interno, evitando che le imprese, ad esempio con accordi di esclusiva territoriale, influiscano sugli scambi e creino segmenti di mercato interno per territori, per categoria di consumatori o per categoria di prodotto. Per tale motivo, la legislazione antitrust comunitaria va oltre le politiche antitrust nazionali, nel tentativo di integrarsi con le altre politiche comunitarie che contribuiscono al rafforzamento del Mercato Unico. Si vuole pertanto evitare che dopo aver eliminato le barriere burocratiche e quelle tariffarie imposte dai governi nazionali, ci siano degli operatori privati che abbiano il potere di creare altre barriere di segmentazione del mercato. Accanto a questi due obiettivi primari, la politica per la concorrenza europea ne persegue, in modo complementare, anche un terzo, la cosiddetta “tutela dei concorrenti”. In questo caso tutelare i concorrenti non significa però mantenere in vita 1 La metafora della “mano invisibile” ideata da Adam Smith, secondo la quale i singoli operatori che agiscono in un libero mercato perseguendo i propri interessi giovano all’interesse dell’intera società, affinché possa così agire necessita di almeno due condizioni necessarie: concorrenza perfetta ed assenza di asimmetrie informative.
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Riforme pro concorrenziali e crescita della produttività nell'Unione Europea

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Informazioni tesi

  Autore: Dario Cibin
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Elena Podrecca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 37

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Parole chiave

aiuti di stato
concorrenza
efficienza allocativa
abuso di posizione dominante
produttività
concentrazioni
efficienza produttiva
efficienza dinamica
intese e accordi tra imprese

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