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Formazione dei cartelli e strumenti di tutela della concorrenza. Il caso Novartis Roche

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5 quantità offerta in modo da avvantaggiarsi dell'aumento del prezzo, determinato dal comportamento fedele delle altre imprese che limitano la propria offerta per raggiungere l’esito della collusione. È evidente come in questa situazione, ogni impresa può avere un forte incentivo a deviare dall'accordo per accaparrarsi questi maggiori profitti da deviazione a danno, o meglio, grazie al comportamento delle altre imprese che hanno deciso di mantenere fede all'accordo fissando e vendendo la quantità di beni stabilità. Attraverso la deviazione l’impresa deviante conseguirà profitti più elevati rispetto a quelli ripartiti sulla base dell'accordo collusivo. Fortunatamente per i consumatori, quindi, i cartelli non sono mai stabili nel tempo stante la tentazione di ciascuna impresa, facente parte dell'accordo, di deviare dallo stesso. Ma per comprendere come l’atteggiamento dell’impresa deviante possa determinare la distruzione del cartello piuttosto che la semplice fuoriuscita della stessa dall’accordo collusivo, occorre introdurre il concetto di punizione. A seguito della deviazione, le imprese fedeli osserveranno una riduzione dei prezzi (a causa dell’aumento della quantità) con conseguenti minori profitti. Da questo dedurranno che qualcuno non sta rispettando l’accordo iniziale e quindi non presteranno neanche loro fede all’accordo. Questo determinerà una riduzione dei profitti al di sotto di quelli ottenibili con la collusione e, alla fine dei giochi, ad un ritorno all'equilibrio concorrenziale. Ovviamente non è solo importante che le imprese riescano a scoprire la deviazione e ad attuare la punizione, ma è importante anche che tale punizione sia tempestiva in modo da ridurre a periodi limitati l'ottenimento dei profitti di deviazione. Quindi ai fini della stabilità dell'accordo è essenziale sia scoprire tempestivamente la deviazione sia la minaccia credibile di attuare una punizione che riduca i profitti dell'impresa deviante. Questo agirà come deterrente ad una eventuale scelta di uscire dall'accordo, stante il timore di ritornare ai profitti limitati registrati prima della collusione, con conseguente perdita di quei profitti elevati che si potevano ottenere dal mantenimento dell’accordo. 1.2 COMPORTAMENTI STRATEGICI COOPERATIVI: LA FORMAZIONE DEI CARTELLI Le imprese decidono di colludere solo se i profitti che ottengono dalla collusione, per un numero indefinito di periodi, sono superiori a quelli che otterrebbero nel caso di concorrenza (ossia CO > NC ) mettendo anche in conto l’eventuale sanzione cui
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Informazioni tesi

  Autore: Gianni Bonomo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Giovanni Ruggeri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 39

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