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Profili Normativi del Cyberspazio a Livello Internazionale, Europeo ed Italiano

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3 gli Stati sovrani, tanto nella loro attività quanto nelle relazioni transfrontaliere. Non esistono infatti Trattati o Convenzioni internazionali che disciplinino specificamente la minaccia cyber e la gestione degli incidenti informatici, per cui la dottrina continua a far riferimento a principi generali tipici del diritto internazionale, frequentemente adattando nozioni estrapolate da sentenze relative alla tematica ambientale. Proprio grazie alle elaborazioni maturate in questa branca è stato possibile adattare diversi principi a questo nuovo fenomeno caratterizzato dall’assenza di un’effettiva collocazione spaziale, nonché trovare nuovi corollari alle nozioni di buon vicinato e prevenzione. Prendiamo le mosse dal principio di territorialità: esso rappresenta una questione particolarmente spinosa anche in ragione del fatto che gli Stati e gli operatori privati a livello internazionale hanno spesso sfruttato la quasi totale assenza di specifici Trattati o accordi per considerare legittimo il loro modus operandi senza approfondirne adeguatamente le implicazioni. 2 L’assenza di una base giuridica certa non può infatti che rendere più problematiche le incertezze relative alla giurisdizione, all’attribuzione di determinati comportamenti e, in particolare, all’applicazione dei principi di prevenzione e due diligence. Tuttavia, al di là della propensione degli attori internazionali a sottoporsi ad una specifica regolamentazione, è chiaro che le componenti hardware utilizzate e la fonte di un determinato contenuto informatico debbano comunque essere riconducibili almeno ad uno Stato, confermando così l’insopprimibilità di una qualche forma di nesso territoriale. 3 L’ineluttabile conseguenza è dunque che, in virtù del principio di sovranità, ogni Stato può e deve esercitare la giurisdizione sul proprio territorio, che chiaramente comprende anche le infrastrutture di ICT in esso situate. Ciò non può che implicare una forma di responsabilità di prevenire o mitigare gli attacchi e gli incidenti che potrebbero avere ripercussioni su Stati e istituzioni straniere. 4 2 NEY M. e ZIMMERMANN A., “Cyber-Security Beyond the Military Perspective: International Law, ‘Cyberspace’ and the Concept of Due Diligence”, in German Yearbook of International Law, 2015, LVIII, p.51-66, 55. Basti inoltre ricordare come un attacco come quello portato dalla Corea del Nord ai danni di Sony, benché fosse un’azione condotta in maniera assolutamente sprezzante, sia rimasto nella pratica senza conseguenze. 3 Le straordinarie capacità evolutive della tecnologia rendono tuttavia difficile e, in certi casi tout court impossibile, ricondurre con certezza la paternità dell’attacco informatico ad un determinato attore. 4 Occorre tuttavia tenere presente che molti attacchi sono condotti da organizzazioni non governative
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Informazioni tesi

  Autore: Federico Mirabella
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master in Protezione Strategica del Sistema Paese - Cyber Intelligence e Sicurezza delle Infrastrutture Critiche
Anno: 2018
Docente/Relatore: Corrado Giustozzi
Istituito da: Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale (SIOI)
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 35

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Parole chiave

diritto internazionale
diritto dell'unione europea
due diligence
strategia nazionale
enisa
cyber space
gdpr
direttiva nis
cyber risk
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