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Il territorio costiero della Sardegna nord-orientale nell'Età del Bronzo. I comuni di San Teodoro, Budoni, Posada e Torpè.

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7 INTRODUZIONE L’interesse che mi ha spinto ha intraprendere questo tipo di lavoro per il territorio in esame, ancor prima dell’interesse prettamente archeologico, nasce da un legame personale, essendo cresciuto in questa zona della Sardegna. In questo elaborato cerco di dare un quadro generale di quello che potrebbe essere stato il popolamento nel territorio costiero nord-orientale della Sardegna durante l’età del Bronzo Medio. Mi soffermerò in particolar modo sul territorio corrispondente agli attuali comuni di San Teodoro e Budoni (nella regione storica della Gallura), Torpè e Posada (nella regione storica della Baronia). Nel territorio oggetto di questo lavoro, così come del resto della Gallura, non sono ancora note attestazioni risalenti al paleolitico, età nella quale l’uomo abitava in stazioni all’aperto, o in grotte, e praticava essenzialmente attività di caccia, pesca e raccolta di frutti spontanei. Tuttavia, in altre regioni dell’Isola, sono state rinvenute testimonianze che risalgono a questo periodo e, poiché si ritiene che l’uomo del Paleolitico abbia raggiunto la Sardegna attraversando le isole dell’Arcipelago Toscano e la Corsica, appare probabile che anche la parte nord-orientale della Sardegna possa, prima o poi, restituire le tracce di questo passaggio. Per il momento le testimonianze più antiche risalgono al Neolitico, quando si verificò un cambiamento radicale, una vera e propria rivoluzione negli usi e nei costumi delle genti del bacino del Mediterraneo. Con la nascita dell’agricoltura e dell’allevamento, infatti, si crearono le prime sedi stabili, si perfezionò l’uso della pietra per fabbricare utensili di vario genere (punte di freccia, raschiatoi ecc…) e si modellò l’argilla per realizzare i primi contenitori in ceramica. In sostanza si sviluppò un’economia di tipo produttivo, capace di intessere una rete vivace di rapporti e di scambi che coinvolse inevitabilmente anche la Sardegna. Questo era dovuto da una parte alla sua posizione centrale nel Mar Mediterraneo, e dall’altra alla ricchezza di materie prime preziose, sia perché facilmente lavorabili, sia in quanto estremamente rare: l’ossidiana, presente nell’Isola esclusivamente sul Monte Arci e la selce, in particolare quella della zona di Perfugas. Nella diffusione di queste anche la Gallura, indicata quale testa di ponte negli scambi trasmarini mediati attraverso la Corsica, si trovò a essere necessariamente coinvolta. I siti più antichi, infatti, sono stati individuati, come in altre parti della Sardegna, in prossimità dei litorali, a testimoniare il ruolo dinamico delle coste nelle rotte commerciali che
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Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Ceretta
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: ARCHEOLOGIA E CULTURE DEL MONDO ANTICO
  Relatore: Maurizio Cattani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 207

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Parole chiave

archeologia
sardegna
nuraghe
posada
età del bronzo
domus de janas
san teodoro
torpè
budoni
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