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La governance nelle start-up: dinamiche di potere e controllo tra imprenditori, fornitori e finanziatori

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7 | P a g . CAPITOLO 1: START-UPS: DEFINIZIONE E PEC U L I A R I T A ’ 1.1 Definizione Data la centralità delle start-ups nella letteratura economica più recente, risulta essere evidente la necessità di definire in maniera univoca tale concetto allo scopo di evitare un possibile abuso dello stesso. Analizzando il concetto di start-up dal punto di vista giuridico e con esplicito riferimento alla normativa italiana, il legislatore nazionale ha recentemente provveduto a disciplinare suddetta forma organizzativa nel tentativo di introdurre nel panorama legislativo italiano un quadro di riferimento organico per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative. L’art. 25 del D.L. n°179/2012, convertito con modifiche dalla legge L. n°221/2012, definisce start-up innovativa come “una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano oppure Societas Europaea, le cui azioni o quote non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione” e stabilisce una pluralità di requisiti costitutivi, economici e patrimoniali, tra i quali i più rilevanti sono l’avvenuta costituzione di detta società da non più di 48 mesi, la mancata distribuzione degli utili realizzati, un valore della produzione annuo (a partire dal secondo anno di attività) non superiore a 5 milioni di euro, un oggetto sociale esclusivo o prevalente di sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico e altri specifici vincoli organizzativi (come l’assunzione di personale altamente qualificato o il sostenimento di una soglia minima di spese in R&S). Una definizione così puntuale e rigida si è resa necessaria poiché nelle intenzioni del legislatore vi è soprattutto quella di definire in maniera precisa le realtà aziendali legittimate all’ottenimento di stanziamenti pubblici e, conseguentemente, evitare l’abuso e lo spreco di risorse. Evidentemente, questa definizione risulta essere eccessivamente riduttiva dal punto di vista economico e non può essere ritenuta idonea a spiegare la complessità organizzativa che contraddistingue una start-up. Sotto il profilo economico-organizzativo, una prima definizione di start-up venne formulata negli anni ’70 e ’80 all’interno del filone teorico della cd. Organizational Life-Cycle theory (O.L.C.) o, analogamente, Business Life-Cycle theory (B.L.C.)(Haire, 1959) (Galbraith, 1982) ,(Hanks et al., 1993). Questa scuola economica riconosce nelle organizzazioni un ciclo di vita assimilabile a quello di un organismo vivente, formalizzabile in un modello “biologico” composto da una molteplicità di stadi di sviluppo del business. La premessa del modello è che le esigenze, le opportunità e le minacce interne ed esterne all’impresa varieranno a seconda dello stadio di sviluppo nel quale l’impresa si trova e, dunque, le organizzazioni traslano da uno stadio all’altro al fine di adeguare la propria struttura con
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La governance nelle start-up: dinamiche di potere e controllo tra imprenditori, fornitori e finanziatori

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Informazioni tesi

  Autore: Davide Busanello
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Economia e Gestione Aziendale
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Francesco Venier
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

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Parole chiave

organizzazione aziendale
strategia aziendale
start-up governance
approvvigionamento di capitali
relazione di potere start-up

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