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Analisi teorica e sperimentale di una pompa di calore ad anidride carbonica per asciugatrici domestiche

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attuale di crescita superiore a 1 ppmv/anno. Oltre all’anidride carbonica, sono importanti gas a effetto serra antropico il metano CH 4 , gli ossidi di azoto NO x e altri prodotti naturali. Tuttavia anche molti prodotti sintetici, creati recentemente dall’uomo attraverso processi di sintesi chimica, ma originariamente estranei all’ambiente naturale, presentano un effetto serra non trascurabile; tra questi fluidi ricadono anche tutti i refrigeranti sintetici, non solo di vecchia generazione come i CFC e gli HCFC, ma anche i nuovi fluidi sintetici HFC. L’attitudine di ogni fluido a generare effetto serra antropico, se emesso in atmosfera, è rappresentata, in termini relativi rispetto all’anidride carbonica assunta quale riferimento, dal valore dell’indice GWP (Global Warming Potential) che gli compete. Per esempio il refrigerante HFC-R134a è caratterizzato da valore GWP=1300; ciò sta a significare che, valutato usualmente nell’arco temporale di 100 anni, l’effetto serra antropico creato da un chilogrammo di HFC-134a emesso in atmosfera equivale a quello di 1300 kg di CO 2 (fluido che, in quanto riferimento, ha valore convenzionale GWP=1). L’elevato effetto serra del fluido HFC-134a (e in generale di tutti i refrigeranti sintetici) rispetto all’anidride carbonica sulla base di ugual massa, è spiegabile col fatto che i refrigeranti sintetici (e altri fluidi di sintesi) incidono negativamente proprio nella cosiddetta fascia di trasparenza atmosferica (intervallo di lunghezza d’onda nel campo infrarosso compreso tra 8 e 14 µm), ove l’anidride carbonica, anche se presente in concentrazioni elevate, non può avere effetto. Ciò spiega la ragione per cui i refrigeranti sintetici possono fornire contributo non trascurabile all’effetto serra antropico, anche con concentrazioni in atmosfera di ordini di grandezza inferiori rispetto a quella corrente dell’anidride carbonica. Un’alternativa all’utilizzo di fluidi sostitutivi sintetici HFC è il ricorso ai cosiddetti fluidi naturali, cioè quei prodotti normalmente presenti nell’ambiente naturale, e dei quali quindi si conoscono tutti gli effetti anche a lungo termine. Tra questi fluidi alcuni sono già am- piamente utilizzati come refrigeranti in applicazioni specifiche, come l’ammoniaca NH 3 , fluido dalle proprietà termodinamiche ideali, ma che pone problemi di sicurezza per le sue caratteristiche di (moderata) infiammabilità e tossicità (gruppo di sicurezza B2); si tratterebbe quindi di estenderne l’utilizzo ad altri settori, oltre a quelli tradizionali (celle di conservazione di derrate alimentari, impianti industriali, piste di pattinaggio) in condizioni di accettabile sicurezza. Altri fluidi naturali, dalle ottime proprietà termodinamiche e 3
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Informazioni tesi

  Autore: Alberto Passarini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria meccanica
  Relatore: Ezio Fornasieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 142

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