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Cibo, identità e territorio: narrazioni contemporanee sul patrimonio alimentare lucano

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8 Siamo nel 1902 e il presidente del consiglio Giuseppe Zanardelli ha appena compiuto un viaggio in Basilicata, a seguito di sollecitazioni giunte da deputati lucani 7 presenti in quegli anni in Parlamento. Il viaggio del presidente ha inizio il diciassette settembre del 1902 con l’arrivo a Lagonegro e termina a Potenza il ventinove dello stesso mese. Tra queste due tappe visita anche Corleto Perticara, Stigliano, Montalbano Jonico, Taranto, Matera, Rionero in Vulture e Moliterno. Qui, nel paese oggi conosciuto grazie al pecorino canestrato IGP 8 , il sindaco accoglie Zanardelli con queste parole: «Signor Presidente, ti salutano ottomila moliternesi. Tremila sono emigrati in America, mentre gli altri cinquemila sono in procinto di partire 9 ». Per la prima volta a un esponente del governo di Roma si palesa fisicamente tutta la drammaticità di una porzione paradigmatica del Mezzogiorno d’Italia. In un certo senso è come se la Grande storia che racconta di Zanardelli, della sua discesa negli inferi, se mi è concesso esasperare il reale giudizio sul viaggio lucano, si intrecciasse con la Piccola Storia. La Grande Storia mi è utile per dare più ampio respiro alla scrittura, per avere una cornice nella quale inquadrare la piccola storia della Basilicata e della sua ecologia alimentare 10 che è il focus di questo testo. 7 Faccio riferimento a Ettore Ciccotti, Michele Torraca e Pietro Lacava. Quest’ultimo, a proposito del viaggio di Zanardelli scrive: «Quale altro fra i politici ha pensato mai di visitare le nostre lande deserte? Quale altro tentò mai di provvedere ai bisogni di queste alpestri regioni?», in Giuseppe Lupo, La Carovana Zanardelli, Marsilio Editori, Venezia, 2008, p. 2. 8 «Il canestrato è sempre stato il formaggio dei migranti: il molo Beverello di Napoli, da cui i lucani partivano per l’America, era soprannominato anche molo Moliterno. E anche oggi che ne produciamo solo un migliaio di forme l’anno (tutto il consorzio non arriva a cinque mila, ndr), a fronte di una richiesta dieci volte maggiore, a parte quello che si accaparrano affinatori come Carlo Fiori o Giulio Signorelli, il 95 per cento vola verso gli Stati Uniti». Manuela Mimosa Ravasio, Basilicata, il cibo racconta, in “Corriere della Sera”, settimanale Sette, 5 Giugno 2015. 9 Andrea di Consoli, Il viaggio allucinante del Presidente Zanardelli, in “l’Unità”, edizione Nazionale sezione Cultura, p. 24, 10 Gennaio 2008. 10 Mi servo dell’espressione nutrition ecology: una scienza inter-disciplinare, che prende in esame tutte le componenti della catena alimentare e ne valuta gli effetti secondo 4 punti di vista principali: la salute umana, l'ambiente, la società e l'economia. www.nutritionecology.org.
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Cibo, identità e territorio: narrazioni contemporanee sul patrimonio alimentare lucano

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanna D'Andrea
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Dipartimento di scienze sociali, politiche e cognitive
  Corso: Antropologia e linguaggi dell'immagine
  Relatore: Fabio Mugnaini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

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