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La teoria del ragionamento giuridico di Neil MacCormick, un approccio post-positivista all'argomentazione

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XIII grandi linee la storia, noteremo come il ragionamento giuridico sia tuttavia qualcosa d’altro rispetto al sillogismo. Le nostre riflessioni ci porteranno a concludere che il sillogismo non risulta uno strumento adeguato per comprendere appieno l’architettura generale del ragionamento risolutivo di una controversia; al contrario, il ragionamento giuridico si può descrivere compiutamente facendo riferimento all’ambito argomentativo. In secondo luogo mostreremo come il tentativo di ricondurre il ragionamento giuridico all’ambito d’applicazione della logica non costituisca un’operazione inedita. Il positivismo giuridico, sviluppatosi con la nascita dello Stato moderno, ha fondato per molto tempo le sue statuizioni sul fatto che il ragionamento giuridico abbia struttura sillogistica, almeno nella misura in cui esso ha abbracciato l’idea che le norme giuridiche del diritto positivo possano essere applicate meccanicamente dal giudice. Descriveremo brevemente lo sviluppo di questa parte maggioritaria del positivismo giuridico, menzionandone gli esponenti più rappresentativi. Nel dibattito giusfilosofico contemporaneo, com’è noto, troviamo anche una rilevante rappresentanza di autori che aderiscono ad un’altra grande corrente di pensiero: il giusnaturalismo. Quest’ultimo, a dispetto del giuspositivismo, vanta origini remote che risalgono all’antichità greca. Esso, come dice il nome stesso, si richiama alla nozione, assolutamente centrale, di “diritto naturale”, il quale, impresso nella natura umana fin dalla nascita, orienterebbe le azioni degli individui verso il bene. Menzioneremo alcuni esponenti di spicco del giusnaturalismo, anche se - lo anticipiamo già da ora - nella seconda metà del secolo scorso, il positivismo godeva di un consenso indiscutibilmente maggiore rispetto al giusnaturalismo, anche grazie al contributo di Hart. Offriremo, perciò, in terzo luogo, una panoramica generale sulle tesi più significative sostenute da quest’ultimo. Vedremo come Hart proponga una teoria generale del diritto con lo scopo di rispondere ad una semplice domanda: che cos’è il diritto? Nel perseguire il suo intento noteremo come egli si ponga in polemica con Austin, riguardo alla sua distinzione tra “regole sociali” ed “abitudini”. Spiegheremo quali sono le condizioni di cui necessita una “regola sociale” per divenire un “obbligo”. All’interno delle regole sociali che integrano queste condizioni, come diremo, Hart individua le regole giuridiche che compongono l’ordinamento giuridico: quest’ultimo non è costituito soltanto da ordini, ma anche da tipologie diverse di regole giuridiche. Un elemento peculiare della teoria del diritto di Hart consiste nella distinzione tra regole primarie, che impongono obblighi, e regole secondarie, che conferiscono poteri. Egli elabora, inoltre, il concetto di regola di riconoscimento, la quale non solo funge da criterio basilare per distinguere le regole giuridiche dalle altre tipologie di regole, ma, con particolare riferimento a queste ultime, consente anche di stabilirne la validità. Nella nostra esposizione ci soffermeremo quindi sul concetto hartiano di morale e sul rapporto di quest’ultima con il
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Informazioni tesi

  Autore: Gloria Trevisan
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Maurizio  Manzin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 191

FAQ

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Parole chiave

retorica
ragionamento giuridico
post-positivismo
maccormick
argomentazioe giuridica

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