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Il volto femminile della Commedia dell'Arte: l'affermazione dell'attrice tra '500 e '600

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3 2. La donna in scena: l’attorialità femminile nella Commedia dell’Arte 2.1 Attrici alla ribalta ‹‹Mio signore, ella potrebbe essere una meretrice. Perché difatti molte fra costoro non sono né vergini, né vedove, né mogli›› 1 (V, 1, 388). Come messo in luce dalle parole di Shakespeare, nel 1603 la considerazione che si aveva delle donne dipendeva ancora strettamente dal rapporto che le legava all’universo maschile. Esse venivano considerate essenzialmente sul piano della “rispettabilità”, che possiamo anche tradurre come sottomissione all’altro sesso 2 . Mentre il “raggio d’azione” maschile poteva estendersi dagli ozi agli uffici pubblici, consentendo di “inciampare” in comportamenti lascivi senza destare scandalo, per la donna si delineava un orizzonte assai più limitato: le mura domestiche, le mura di un convento, gli ordini del padre, gli ordini del marito, il ruolo di figlia, il ruolo di madre. L’argomento è trattato con esemplare chiarezza da Bernadette Majorana quando, analizzando la condizione della donna italiana cinquecentesca, afferma che la “modestia”, virtù cardine di una donna rispettabile, ‹‹si identifica con lo stare rivolti verso se stessi, silenziosamente, con gli occhi bassi, il gesto composto, non ampio, non vistoso, la voce moderata, la parola non eloquente›› 3 . Eppure proprio a questo periodo di oscurantismo del femminile risale la comparsa della donna sulle scene. L’attore Pier Maria Cecchini nel 1616 scrive che ‹‹non son cinquant’anni che si costumano donne in scena›› 4 , datando pertanto la nascita del fenomeno delle donne attrici intorno al 1560. La testimonianza dell’attore è comprovata dal fatto che il primo documento a noi pervenuto attestante l’esistenza di una comica risale a quegli anni. Nel 1564 a Roma viene firmato il contratto di una compagnia di attori professionisti e in esso figura un nome femminile. È quello di Lucrezia senese, unica donna a comparire nel documento, accanto a sei attori 5 . Stiamo assistendo alla nascita della Commedia dell’Arte. 1 William Shakespeare, Misura per misura, 1603 in Eric A. Nicholson, Il teatro: immagini di lei in Natalie Z. Davis, Arlette Farge (a cura di) Storia delle donne. Dal Rinascimento all’età moderna, Laterza, Bari, 2002, p. 298. 2 Nicholson, Il teatro: immagini di lei p. 298 3 Bernadette Majorana, Finzioni, imitazioni, azioni: donne e teatro in Gabriella Zarri (a cura di) Donna, disciplina, creanza cristiana dal XV al XVII secolo, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 1996, p. 124. 4 Pier Maria Cecchini, Brevi Discorsi Intorno Alle Comedie, Comedianti e Spettatori, 1616 in Ferdinando Taviani, Mirella Schino, Il segreto della Commedia dell’Arte. La memoria delle compagnie italiane del XVI, XVII e XVIII secolo, La casa Usher, Firenze, 1982, p. 334. 5 Taviani, Schino, Il segreto della Commedia dell’Arte, p. 334.
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Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Medica
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lettere
  Relatore: Fabrizio  Fiaschini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

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donna
poesia
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