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L'attuazione degli obblighi non pecuniari. L'astreinte italiana nel sistema delle tutele

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INTRODUZIONE 6 Questi strumenti possono distinguersi a secondo del differente grado di coazione all’adempimento che stabiliscono in: misure coercitive indirette o di esecuzione indiretta, che hanno solamente la funzione di compulsare all’adempimento la volontà del debitore con la semplice previsione di un male, in quanto «non sono rimedi contro l’inadempienza […] piuttosto mezzi indiretti per influire sul debitore al fine di ottenere che egli adempia la sua obbligazione» 15 ; rimedi o misure di esecuzione diretta, i quali, invece di stabilire un male, prevedono, per il caso d’inadempienza, la realizzazione di un risultato considerato equivalente a quello che era in obbligazione, per cui il loro scopo precipuo è quello di assicurare un certo grado di soddisfazione al creditore. Inoltre, è possibile una seconda distinzione, sempre all’interno degli strumenti di coazione all’adempimento, in base al tipo di evento che questi prevedono: le misure di esecuzione indiretta, possono prevedere un male fisico o patrimoniale, assumendo la definizione, rispettivamente, di misure coercitive personali o patrimoniali; i rimedi, invece, si distinguono in misure di esecuzione in forma generica che prevedono, nel caso dell’inadempimento, il conseguimento al creditore di un bene equivalente, e misure di esecuzione in forma specifica che invece prevedono il conseguimento dello stesso effetto o dello stesso bene in obbligazione 16 . Nell’attuale ordinamento italiano la coazione all’adempimento viene declinata da vari strumenti aventi un’applicazione generale, la cui previsione era stata correttamente collocata, in un primo momento dal legislatore, nel libro VI del codice 15 A. TRABUCCHI, Istituzioni di diritto civile, 45 a ed., a cura di G. TRABUCCHI, Padova, 2012, p. 782. Tra l’altro l’autore, ivi, riporta esempi di forme di autotutela che il legislatore ha lasciato alla disponibilità dei privati, tra cui, ad esempio, il diritto di ritenzione. Nell’ambito della manualistica di diritto processuale civile, l’«esecuzione indiretta» è stata definita: «il complesso delle misure coercitive intese come forme o strumenti alternativi all’esecuzione forzata, diretti a premere sulla volontà dell’obbligato, a provocarne, cioè, l’adempimento spontaneo attraverso l’inasprimento della sanzione che elimini, o riduca, il suo interesse a porre in essere, o a continuare a porre in essere, una condotta contraria al diritto» [G. ARIETA, F. DE SANTIS e L. MONTESANO, Corso base di diritto processuale civile, sesta edizione, a cura di G. ARIETA e F. DE SANTIS, Padova, 2016, p. 845]. 16 Cfr. C. MANDRIOLI e A. CARRATTA, Corso di diritto processuale civile, vol. III, L’esecuzione forzata, i procedimenti speciali, l’arbitrato e la negoziazione assistita, editio minor, 12 a ed., Torino, 2015, p. 11 ss.
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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Montanino
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Antonio  Vecchione
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 338

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Parole chiave

diritto privato
processo civile
esecuzione forzata
art. 614 bis c.p.c.
astreinte
misure coercitive indirette
obblighi non pecuniari
coercizione indiretta
tutele civili
evoluzione storica comparativa

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