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Progettare un nido d'infanzia: orientamenti pedagogici, spazi, tempi, funzionamento

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Pag. 9 | 81 fino all’età di diciotto anni compiuti» 14 , in un’ottica di politica d’incremento demografico, basata sulla promozione di iniziative assistenziali e di promozione delle norme igienico sanitarie adeguate. Con la politica sociale del fascismo cominciarono a nascere sempre più asili nido - ONMI 15 in tutta Italia cosicché si posero per la prima volta le basi di un’assistenza pubblica all’infanzia e alla maternità. Una volta caduto il fascismo vennero presentate allo Stato da parte di alcuni movimenti femminili di donne lavoratrici alcune proposte di maggiore riconoscimento delle donne nel mercato del lavoro che sfociarono in una nuova riforma, la legge n. 860 del 26 agosto 1950 16 , con la quale venne fatto obbligo di istituire presso il luogo di lavoro camere di allattamento 17 e asili nido, che possono essere considerati antesignani degli asili nido aziendali odierni. Ancora una volta, dunque, queste iniziative faticavano a superare l’originaria finalità di assistenza e custodia per riuscire ad entrare in un’ottica di educazione del bambino. Fu solo a partire dagli anni settanta che si cominciò a guardare al mondo del bambino in maniera diversa, a vederlo come una persona attiva nel suo sviluppo, con competenze, capace di relazionarsi fin da piccolissimo al mondo esterno. La legge n. 1044 del 1971 18 fu quella che sancì la definitiva nascita degli asili nido con «lo scopo di provvedere alla temporanea custodia dei bambini, per assicurare una adeguata assistenza alla famiglia e anche per facilitare l’accesso della donna al lavoro» 19 . All’interno di questa legge, pur innovativa rispetto ai tempi passati, rimasero tuttavia i concetti di custodia ed assistenza verso i minori; l’attenzione non era ancora rivolta al bisogno del bambino poiché la vera destinataria del servizio era la famiglia e 14 N. S. Barbieri, op. cit., p. 18. 15 Gli asili nido ONMI erano istituzioni essenzialmente di tipo assistenzialistico e custodialistico, molto lontani da ciò che si intende oggi per “asilo nido”. Essi erano delle strutture che avevano rigidi orari e un altrettanto rigida strutturazione degli spazi: vi erano principalmente tre locali in cui si dividevano il dormitorio, il refettorio e il salone della ricreazione. Erano strutture tipicamente simili ad ospedali e quanto più lontane a centri di tipo ludico-ricreativo. 16 Gazzetta Ufficiale, legge n. 860 del 26 agosto 1950, Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri. Per ulteriori approfondimenti, si veda: http://www.bollettinoadapt.it/old/files/document/19200l_860_1950.pdf. 17 Le camere di allattamento erano dei luoghi che venivano istituiti nelle aziende che impegnavano almeno trenta donne sposate fino ad un’età di cinquant’anni. Erano costituite da stanze adiacenti ai locali di lavoro dove venivano custoditi i figli delle lavoratrici e dove queste ultime si recavano per due volte al giorno ad allattare i propri piccoli. 18 Gazzetta Ufficiale, legge n. 1044 del 6 dicembre 1971, Piano quinquennale per l'Istituzione di asili- nido comunali con il concorso dello Stato. Per ulteriori approfondimenti, si veda: https://www.cliclavoro.gov.it/Normative/Legge_6_dicembre_1971_n.1044.pdf. 19 E. Catarsi, A. Fortunati, La programmazione-progettazione nell’asilo nido, La Nuova Italia, Firenze 1994, p. 6.
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Progettare un nido d'infanzia: orientamenti pedagogici, spazi, tempi, funzionamento

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Informazioni tesi

  Autore: Nicole Alessandra Gatti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e Cremona
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Progettazione Pedagogica nei Servizi per i Minori
  Relatore: Elisabetta  Musi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

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