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Utilizzo delle terapie di gruppo nelle dipendenze: esperienze in comunità terapeutica

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che il tossicomane è quindi alla ricerca del Sè, della sua “pietra filosofale” in un clima povero di immagini e di simboli, che gli preclude la “discesa agli inferi”. La tossicodipendenza ha così le radici in una differenziazione incompleta, in cui spesso il paterno non ha né strumenti né percorsi per affrontare e reggere la “paranoia primaria” proiettata su di lui dalla diade madre-figlio, ovvero Demetra e Kore. L'”età dell'oro” dello stato pregenitale ed onnipotente è la meta seguita in maniera mortifera nella dipendenza. La funzione mortifera del tossicodipendente ha per Renda una funzione societaria perchè ci ricorda il grande tabù della morte, rendendola vicina e lontana contemporaneamente. Nel XX secolo la morte, sia fisica che psichica, viene nascosta e negata, impedendoci una riflessione sulla necessità del trascendente e sul mistero. Il tossicodipendente ci fa riaffiorare questa consapevolezza “infera”. Egli è un indicatore di morte che la agisce e la letteralizza attraverso un sintomo che si sarebbe potuto manifestare in ognuno di noi; a causa di ciò appare per la società come un soggetto irritante. Infatti, le prime risposte sociali date al fenomeno tossicodipendenza, visto ed esperito come sintomo, sono state il contenimento e l'istituzionalizzazione carceraria. Ricorda Renda come la droga per gli antichi e per i popoli primitivi, è invece connessa al rito, al mito e alla religione; nei quali gli stupefacenti sono usati per creare una “breccia nel muro” della normale coscienza, luogo d'incontro del “Mysterium Tremendum” e via per l'auto-trascendenza. Con la perdita degli dei il rapporto dell'umanità con gli stupefacenti cambia, innescando dinamiche patologiche ma anche di intervento e di terapia (therapeìa). Negli anni settanta del novecento, il concetto di “comunità” arriva in Italia. Essa ha il significato di ambiente educativo istituito, anche sotto la spinta di influssi politici dell'epoca, nella speranza di risolvere il problema della nuova emarginazione e del disagio sociale. Il disorientamento e la ricerca di nuove forme di aggregazione pongono le basi per l'esplosione della tossicodipendenza, fenomeno che socialmente unisce la malattia alla devianza. Giovanni Starace a inizio millennio, ed altri autori, delineano un quadro dell'evoluzione storica della comunità terapeutica come risposta al problema della dipendenza. Dalle prime forme di accoglienza informale, contraddistinte dalle spinte religiose e umanitarie, si è passati ad interventi più articolati e strutturati. Oggi giorno il fenomeno tossicodipendenza è cambiato rispetto agli anni settanta, la maggior parte dei ragazzi che usano sostanze non accede alle comunità o al servizio pubblico ed è necessario utilizzare interventi a bassa soglia per consentirne l'individuazione e far emergere con chiarezza questo fenomeno sociale. All'interno delle comunità terapeutiche si vive l'esperienza di una relazione personalizzata priva di strumentalità, perversione e violenza. Le regole del gruppo comunità sono diverse da quelle della famiglia d'origine e della strada. 4
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Utilizzo delle terapie di gruppo nelle dipendenze: esperienze in comunità terapeutica

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Informazioni tesi

  Autore: Giada Bellucci
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi dell'Aquila
  Facoltà: dipartimento di scienze cliniche applicate e biotecnologiche
  Corso: psicologia applicata clinica e della salute
  Relatore: Angela Paris
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

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Parole chiave

comunità
società
addiction
dipendenze
gioco d'azzardo patologico
mentalizzazione
hillman
nuove dipendenze
terapie di gruppo
psicologia archetipica

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