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La libertà del male, il male della libertà. Una riflessione sul pensiero tragico di Luigi Pareyson in rapporto alla testimonianza biblica

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Nel 1951 ha sposato Rosetta Schlesinger, di origine austro-ungarica, dalla quale nel 1953 è nata Emanuela. Nel 1957 Pareyson diventa socio onorario della American Society for Aesthetics, l’anno successivo è socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino. Nel 1959 nasce il figlio Davide. Nel 1964 succede al suo maestro Augusto Guzzo sulla cattedra di professore ordinario di Filosofia teoretica e come incaricato di Filosofia morale, sempre a Torino. Dal 1966 è direttore degli Istituti di filosofia, pedagogia e psicologia. Nello stesso anno riceve il Premio del Ministero della Pubblica Istruzione per le scienze filosofiche, conferito dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Nel 1967-68 è colpito profondamente dalla rivolta studentesca, pur non avendo subito personalmente alcuna contestazione. «Siamo in un’epoca – si lascia sfuggire – che è peggio della rivoluzione francese». Nel 1970 riceve dal Ministero della Pubblica istruzione la medaglia d’oro per i benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte. Nel 1971 pubblica Verità e interpretazione, l’opera più rappresentativa di questo periodo. Nello stesso anno è colpito da cirrosi epatica, malattia che gli imporrà per il resto della vita notevoli limitazioni: l'ultima fase della vita di Pareyson sarà segnata sempre più pesantemente dalla malattia, che lo costringerà gradualmente a diradare gli impegni. Già nel 1972 tiene una relazione sul tema “Le dimensioni della libertà in Dostoevskij”, ma l’interesse per questo autore si approfondirà negli anni successivi con la partecipazione a vari eventi dedicati al romanziere russo. Tutti i suoi interventi verranno raccolti nel 1993 in un unico volume: Dostoevskij. Filosofia, romanzo ed esperienza religiosa. Dirigendo una collana di inediti filosofici presso una casa editrice torinese, negli anni settanta Pareyson porterà alla luce importantissime lezioni inedite di Schelling, altro autore di grande importanza per la successiva evoluzione del suo pensiero, «felice scoperta dei miei anni più tardi» . 4 Nel marzo 1980 è ricoverato in ospedale per un distacco della retina; entra in coma e si riprende dopo pochi giorni, quasi miracolosamente. Si sente graziato da Dio. Per alcuni anni si congeda dall’Università per motivi di salute, nel 1983 tiene il suo ultimo corso, sul tema Essere e libertà. Il principio e la dialettica. La sua ultima filosofia è contenuta nelle cosiddette “Lezioni di Napoli”, un breve corso tenuto presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici nel 1988 sul tema Filosofia della libertà. Nel 1990 muore, a soli 37 anni, la figlia Emanuela. La moglie del filosofo ricorda: «Si chiese: “perché lei e non io?”». PAREYSON, Ontologia della libertà. Il male e la sofferenza, Torino 1995, p. 9. D'ora in poi indicato con la 4 sigla OL. 12
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La libertà del male, il male della libertà. Una riflessione sul pensiero tragico di Luigi Pareyson in rapporto alla testimonianza biblica

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Informazioni tesi

  Autore: Denise Adversi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze filosofiche
  Relatore: Francesca Brezzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

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Parole chiave

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