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Un nuovo modello di business per i quotidiani. Il caso “S.E.E – il Giornale”

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21 fronte a circostanze inaspettate e cercare di non collassare completamente. Una di queste consiste nel fatto che, attraverso la rete, verrà rivoluzionato il mondo dell’informazione: non solo si passerà dalla carta al digitale, ma cambieranno anche valenza sociale e rapporto coi lettori. Questa rivoluzione mieterà molte vittime, sotto forma di giornali chiusi e giornalisti licenziati. Il fenomeno è ormai consolidato negli Stati Uniti, e in Italia cominciano ad avvertirsi i primi sintomi. La rete sta colpendo quella categoria di giornalisti considerata da tempo inattaccabile. Ma la comparsa dei computer sulle scrivanie delle redazioni dovrebbe essere vista come una possibilità di modernizzazione e di cambiamento, non come una minaccia al posto di lavoro. Qualcuno aveva previsto che in un mondo caratterizzato dalla imponente presenza della tecnologia il modo di lavorare sarebbe cambiato profondamente. Ma nessuno aveva considerato le conseguenze del collegamento di una moltitudine di macchine in una grande rete chiamata Internet, al tempo ancora sconosciuta. Non si immaginava che quell’evoluzione avrebbe potuto minacciare anche il mondo dei servizi. Ancora oggi non si possono fare previsioni con certezza ma solo individuare alcuni percorsi possibili. Solamente avendo ben presente l’impatto sociale della rete si può capire quale sarà la nuova prospettiva per i giornali. Bisogna capire a fondo come la tecnologia sta cambiando il mondo dell’editoria, per riuscire a sopravvivere. È in atto un processo socio-culturale che sta modificando in modo definitivo comportamenti e processi mentali. Basta guardare la situazione statunitense e britannica. In questi paesi, Internet è penetrato nella società in modo più capillare, i contenuti creati in rete risultano essere molto più ricchi, la popolazione è più propensa all’uso della tecnologia. Inoltre, l’offerta delle TV via cavo e via satellite (soprattutto quella statunitense) è molto più ampia e frammentata in considerevole numero di nicchie di ascolto 4 . Oggi ci ritroviamo nel mezzo di una rivoluzione dai tratti particolari, dove partiti e parlamento hanno poco peso e dove conta di più la forza e la creatività proprie dell’impresa e della società civile. Il declino della stampa tradizionale, a seguito dell’avvento della rete, apre prospettive che pochi avrebbero mai immaginato possibili, ma non per questo obbligatoriamente catastrofiche. Sono tempi di profonda crisi per i giornali come istituzione e come categoria professionale, ma nello stesso tempo vi è un’esaltazione del ruolo dei cittadini come partecipanti attivi alla vita dei quotidiani. Viene quindi messa in discussione la figura del broadcaster tradizionale 5 : non più un canale tv o un quotidiano che erogano contenuti ad un pubblico passivo, ma un luogo dove l’utente possa esprimere la sua opinione. Bisogna cercare di capire cosa è necessario fare per evitare il tracollo dei giornali 4 PEDEMONTE, E., Morte e resurrezione dei giornali. Chi li uccide, chi li salverà. Garzanti Libri, 2010. 5 RAZZANTE, R., Manuale di diritto dell'informazione e della comunicazione. Privacy, diffamazione e tutela della persona. libertà e regole nella rete, CEDAM, 2011.
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Informazioni tesi

  Autore: Raffaele Ravaglia
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Interfacoltà di Economia - Lettere e Filosofia
  Corso: Comunicazione per l’impresa, i Media e le Organizzazioni Complesse
  Relatore: Chiara Cantù
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 296

FAQ

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