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A scuola di salute mentale con il teatro

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6 Io, al contrario, ho ripreso a camminare, fino a vedere in viso quel “matto” che urlava frasi senza senso dal centro della piazza, suscitando l' ilarità dei passanti; proprio come loro, ho proseguito frettolosamente sulla mia strada, verso l' aula di lezione, non potendo però dimenticare la domanda del bambino, la risposta fugace della mamma, le urla strazianti di un “matto”, l' indifferenza dei passanti ed una mano stretta, uno sguardo fisso verso l' ignoto, in cerca di colmare quella distanza abissale e insensata che regnava tra tutti i presenti. In seguito a questo episodio, è cominciata la mia ricerca su territorio marchigiano di quali fossero i tentativi attualmente in atto per rispondere non solo alla domanda del bambino, ma a quella di ciascuno dei partecipanti all' episodio: al bisogno di conoscenza riguardo a chi fosse il “matto”, ma soprattutto a quello di riscoprire un senso di “comunità”, formata da persone non più distanti, che non abbiano più la necessità di etichettare o rischino di essere definite come “matte”. A ll' interno di questo elaborato, nel primo capitolo viene innanzitutto fornita una definizione dello “stigma”, delle sue origini e dei fattori che alimentano i pregiudizi sui malati psichici. V iene poi descritto il modo in cui tale categoria di persona viene percepito dalla popolazione generale e quali sono le fonti che conducono alla costruzione di queste percezioni: sulla base di alcuni studi effettuati da E nti specializzati nelle ricerche sulla salute mentale, risulta che la relazione tra malattia mentale e violenza è da attribuirsi principalmente ad informazioni scorrette, parziali o tendenziose fornite dai mass media. Le conseguenze dei pregiudizi che la popolazione ha nei confronti dei malati psichici induce, sia nei malati stessi, sia nei loro famigliari, un circolo vizioso di etichettamento e allontanamento, i quali rappresentano motivi di ulteriore sofferenza. Lo stigma si rivela, quindi, un ostacolo all' integrazione di questi individui nella comunità, rendendo necessaria una maggiore informazione sulla malattia, a partire dalle più giovani generazioni, promuovendo il benessere psichico e sociale dei cittadini, la tutela del diritto alla salute, dei diritti di cittadinanza delle persone affette da malattie, la promozione, quindi, di una cultura di destigmatizzazione. Nel secondo capitolo, viene eletto il teatro quale strumento, luogo di scoperta e
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A scuola di salute mentale con il teatro

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Informazioni tesi

  Autore: Elena Bronzini Bedini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Vito Minoia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

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