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Il Friuli Venezia Giulia e l’attuazione della normativa dell’UE in tema di accoglienza ed integrazione dei migranti, alla luce della ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni

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10 esercizio di questi diritti propri degli Stati nazionali sono definite e circoscritte dal diritto internazionale, generale e pattizio, e dal diritto regionale, il che non toglie in alcun modo il potere discrezionale di scegliere la soluzione più adatta nel singolo caso da parte dello Stato nazionale singolarmente considerato, ma piuttosto comporta l’estensione delle tutele e delle garanzie previste dalle fonti sovranazionali, nell’esercizio della propria discrezionalità in materia di gestione migratoria. L’obbligo di accogliere le persone che vogliono presentare richiesta di asilo presso uno Stato diverso da quello di appartenenza, introdotto storicamente dalla Società delle Nazioni e che ha avuto seguito in numerosi documenti circoscritti a livello regionale e temporale 11 , ha reso naturale che, all’interno dello spazio regionale europeo, la gestione dell’immigrazione degli Stati membri dell’Unione Europea 12 confluisse all’interno di un governo del fenomeno migratorio più ampio, sorretto da una politica comune agli Stati 13 . Ciò avviene essenzialmente al di fuori della cornice giuridica dell’allora Comunità Economica Europea (CEE) con una 11 Fra questi: la Convenzione internazionale relativa allo status dei rifugiati del 1933, la Convenzione sullo status dei rifugiati provenienti dalla Germania del 1938, la Convenzione che stabilisce l’Organizzazione Internazionale per i Rifugiati del 1946 allo scopo di reinsediare i rifugiati provenienti in gran parte dall’Europa centrale, la Convenzione di Ginevra del 1951 e il suo Protocollo addizionale del 1967. 12 All’interno dello spazio fisico e regionale europeo, che inizialmente ricomprende Belgio, Francia, Germania Occidentale, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, allo scopo di raggiungere una stabilità economica, il Trattato di Parigi del 1951 istituisce la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA), per la comune produzione di queste due materie prime fra gli Stati membri. Questo trattato è il precursore del Trattato di Roma del 1957, con il quale viene istituita la Comunità Economica Europea (CEE), divenuta Unione Europea (UE) nel 1992 in seguito al Trattato di Maastricht. 13 La creazione di una politica comune riguardante sia l’aspetto della gestione dei flussi dei migranti economici che quello della concessione dell’asilo e della protezione internazionale, si fa risalire al 1999 con il Trattato di Amsterdam che incorpora gli accordi di Schengen nell’ordinamento dell’UE, ma il suo processo creativo origina, in realtà, già in seguito alla crisi petrolifera del 1973 quando gli Stati europei decretano il blocco all’ingresso di lavoratori stranieri e dispongono programmi di rimpatrio volontario per gli individui entrati illegalmente sul territorio. La necessità di una politica comune diventa più evidente in seguito al crollo del muro di Berlino del 1989 e alla conseguente pressione dei rifugiati sui confini. Il Trattato di Roma del 1957 che istituisce la Comunità Economica Europea (TCEE) non conteneva alcun riferimento specifico in materia migratoria, se non l’art. 100 TCE che assegnava al Consiglio una competenza, mai esercitata, ad emanare direttive sull’ingresso e il soggiorno dei cittadini di Stati terzi, per evitare che differenze nella disciplina dell’immigrazione potessero ostacolare il mercato comune e il suo funzionamento. La preoccupazione avvertita dagli Stati, impreparati a gestire i fenomeni dell’immigrazione clandestina e dell’occupazione illegale, induce la Commissione, nel 1978, a proporre, senza esiti presso il Consiglio, il ravvicinamento delle legislazioni interne allo scopo di intraprendere una lotta congiunta per fronteggiare questi fenomeni (UE COM (1978) 86 ) ma questa avrà successo solo dieci anni dopo, quando riesce ad istituire una procedura di comunicazione preliminare e di concertazione sulle politiche migratorie nei confronti di Stati terzi, così come avvallata dalla Corte di Giustizia. M. CONDINANZI, A. LANG, B. NASCIMBENE, Cittadinanza dell’Unione e libera circolazione delle persone, Milano, Giuffrè, 2006, p. 253 e ss., L. MANCA, L’immigrazione nel diritto dell’Unione europea, Milano, Giuffrè, 2003, p. 15 e ss. CGCE, 9 luglio 1987, Cause riunite n° 281, 283, 284, 285 e 287/85, Repubblica federale di Germania, Repubblica francese, Regno dei Paesi Bassi, Regno di Danimarca e Regno Unito di Gran Bretagna e d’Irlanda del Nord c. Commissione delle Comunità europee.
Anteprima della tesi: Il Friuli Venezia Giulia e l’attuazione della normativa dell’UE in tema di accoglienza ed integrazione dei migranti, alla luce della ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, Pagina 11

Informazioni tesi

  Autore: Daiana Puller
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberta Fabbricotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 285

FAQ

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Parole chiave

immigrazione
integrazione
accoglienza
friuli venezia giulia
asilo
protezione internazionale
rimpatri
legge regionale 09 dicembre 2015, n° 31, fvg
decreto legge minniti
accoglienza diffusa

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