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Il Friuli Venezia Giulia e l’attuazione della normativa dell’UE in tema di accoglienza ed integrazione dei migranti, alla luce della ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni

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2 e di soluzioni globalmente condivise. Ciò è ancor più vero se si tiene presente che i migranti, prima di tutto, sono persone. Come tali sono nate libere e in condizione di uguale dignità e diritti, e per questa ragione godono dell’universale riconoscimento e della tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, affermati, in particolar modo, nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Il contributo che può offrire un’immigrazione regolata è inestimabile, perché è in grado di creare occasioni di sviluppo e di benessere per tutti i Paesi coinvolti, sia che si tratti di Paesi di provenienza sia che si tratti di Paesi di destinazione, dato che ne moltiplica le risorse economiche, sociali e culturali. Viceversa, un’immigrazione irregolare, spesso di origine forzata, può affliggere negativamente sia i Paesi riceventi, che in via cautelativa si sentiranno costretti a limitare gli ingressi, a rafforzare il controllo delle frontiere e a respingere i migranti irregolari, sia i Paesi di provenienza, che non potranno più godere delle rimesse economiche e delle conoscenze apprese all’estero per la crescita e lo sviluppo del proprio potenziale. Il trend emerso a livello internazionale non è che un riflesso di ciò che si rinviene già da tempo sulla scena europea. In Europa sono giunte, nel solo 2015, più di 2,4 milioni di persone in cerca di maggior sicurezza e migliori condizioni di vita. Il dibattito interno non verte più sulla necessità o meno di regolare la mobilità delle persone in modo coordinato fra Stati membri, perché questa ormai è appurata, bensì sulla determinazione di un livello ottimale di regolazione, che, come tale, renda possibile una gestione efficiente dei flussi migratori, dal punto di vista operativo, e garantisca una tutela effettiva dei diritti umani delle persone immigrate in Europa. L’attuale UE conta 28 Stati membri (27, se si considera la fuoriuscita della Gran Bretagna), e fra questi solo i Paesi dell’Europa nord-occidentale hanno avuto modo di maturare una maggiore esperienza nel settore della gestione dell’immigrazione. I Paesi dell’Europa dell’est, considerati da sempre Paesi di emigrazione, hanno infatti avuto modo di sperimentare l’immigrazione solo di recente, aderendo all’UE e attraendo l’interesse dei cittadini provenienti dai Paesi limitrofi dell’ex Unione Sovietica e dell’Asia centrale. Come si avrà modo di vedere in questa tesi, è previsto che le politiche di immigrazione degli Stati membri convergano tutte all’interno di un’unica cornice giuridica e politica, quella dell’UE, che, a partire dal Trattato di Amsterdam, si è occupata di disciplinare, nel rispetto degli
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Informazioni tesi

  Autore: Daiana Puller
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberta Fabbricotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 285

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Parole chiave

immigrazione
integrazione
accoglienza
friuli venezia giulia
asilo
protezione internazionale
rimpatri
legge regionale 09 dicembre 2015, n° 31, fvg
decreto legge minniti
accoglienza diffusa

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